ZACARIA
ZAGARIA |
Zacaria è tipico del casertano, di Trentola-Ducenta e Parete, Zagaria
ha un ceppo nel casertano a Casapesenna ed uno probabilmente non secondario
a Salerno, uno a Salandra e Ferrandina nel materano, ma il nucleo principale
è pugliese, concentrato ad Andria, Barletta e Canosa Di Puglia nel
barese con un ceppo secondario a Cerignola (FG), potrebbero derivare da
modificazioni del nome ebraico Zacharia. |
ZACCAGNI
ZACCAGNINI
ZACCAGNINO
ZACCAGNO |
Zaccagni molto molto raro ha un ceppo nel torinese ed uno lombardo,
Zaccagnini, oltre al ceppo toscano ha anche un forte nucleo nella fascia
centrale tra Abruzzo e Lazio, Zaccagnino è tipico del potentino,
Zaccagno estremamente raro sembra dell'aquilano, dovrebbero derivare da
soprannomi originati o dal termine dialettale zaccagner (attaccabrighe)
o da zaccagnino (buffoncello), un esempio di quest'uso si ha in Lombardia
nel 1400 con il bandito da strada Giovanni Pietro da Carcano detto Zaccagnino. |
| ZACCARA
|
Specifico della zona di Lauria (PZ).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Raro, probabilmente originario del potentino, potrebbe derivare dal
napoletano zaccara, nel senso di bambina,
ragazza, ma è anche possibile che si tratti di una variante del
nome Zaccaria. |
ZACCARI
ZACCARIA
ZACCARIN
ZACCARINI
ZACCARINO
ZACCARO |
Zaccari sembra tipico del frusinate con un ceppo anche nel beneventano,
Zaccaria è panitaliano, Zaccarin è specifico dell'area che
comprende le province di Treviso e di Pordenone, Zaccarini, tipicamente
emiliano, è soprattutto del ravennate, Zaccarino, assolutamente
rarissimo, parrebbe del beneventano, Zaccaro è diffuso nel cosentino,
in Basilicata ed in Puglia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da Zaccaro
forma arcaica per Zaccaria o direttamente dal nome Zaccaria, secondo altri potrebbe
derivare dal termine dialettale zaccaro
(piccolino, bambino). |
ZACCARIELLI
ZACCARIELLO |
Zaccarielli è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad
un errore di trascrizione, Zaccariello è tipico del casertano, di
Frignano, Aversa, Casal di Principe, San Marcellino e Macerata Campania,
dovrebbero derivare da una forma vezzeggiativa dialettale del termine dialettale
zaccaro (piccolino,
bambino), sarebbe l'equivalente di bambiniello. |
| ZACCHEDDU |
Tipico della Sardegna centromeridionale, Zaccheddu dovrebbe derivare dall'ipocoristico
in lingua sarda dell'aferesi tronca del nome Iacopo. |
ZACCHEO
ZACHEO |
Zaccheo ha un ceppo veneziano, uno nel latinense ed uno nel barese e tarentino,
Zacheo è tipico del Salento, dovrebbero derivare da forme aferetiche
dialettali del nome Isacco. |
| ZACCHERONI |
Cognome tipicamente forlivese, dovrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Stefano
Bettazzi
Tipicamente romagnolo, con un ceppo maggiore nel forlivese, questo
cognome deriva dal termine zaccherone,
col significato di persona trasandata, sciatta o, in senso figurato, di
individuo dalla vita disordinata: l’origine del vocabolo va ricercata nel
termine zacchera (dall’antico alto
tedesco zahhar, col significato di
goccia, lacrima), col quale si indica lo schizzo di fango che macchia le
scarpe o i vestiti. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un soprannome
attribuito al capostipite. |
ZACCHETTI
ZACCHETTO
ZACCHI
ZACCONE
ZACCONI |
Zacchetti è tipico delle
province di Milano, Lodi e Pavia, Zacchi sembra avere tre ceppi, nel bresciano
nel bolognese e tra Firenze ed Arezzo, Zacchetto è unico ed è
un probabile errore di trascrizione, Zaccone ha un nucleo principale in
Calabria, ma esistono ceppi, forse secondari nel materano, nel napoletano
e tra genovese e astigiano, Zacconi, molto raro, dovrebbe essere tipico
del maceratino, con un probabile ceppo secondario nel milanese. Tutti questi
cognomi derivano da modificazioni o dell'aferesi del nome Isacco o, più
frequentemente, da variazioni dell'apocope del nome Jacopo (Jaco, Giaco,
Zaco, ecc.), nel primo caso, sono probabili ascendenze ebraiche. Nel 1500
troviamo a Rubiera (RE) un notaio Francesco Zacchetti, così è
riportato in un'iscrizione: "HOC CRISTI TABERNACOLO
ORNATUM EST M.D.XVII 5 IND. D. FRANCESCO CAVALLERINI MUTINA CAPELLANO PROCUR.
VIR. BOCa. IO.
P.NI CREMON. FAB.CE HER. EXACT. Et GAS. MILANA. FRAN.
ZACHE(etti)". |
ZADRA
ZADRO |
Zadra sembrerebbe tipico della zona ce comprende Trento, Cles e Tres, Zadro,
decisamente più raro, ha un nucleo tra le province di Pordenone
e di Venezia, zona di San Vito Al Tagliamento e Cordovado (PN) e di Portogruaro
(VE) , dovrebbe derivare da un soprannome dialettale derivato dal vocabolo
dialettale zadro (teatro)
derivato a sua volta dal vocabolo latino Theatrum,
originato il soprannome probabilmente dall'abitare la famiglia
nelle prossimità di una località dove si tenevano rappresentazioni
teatrali. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Treviso nel 1368
con il Notaio della Cancelleria Inferiore della Repubblica Serenissima
Girolamo Zadra, e a Pozzolo (VI) nel 1500 con un certo Giorgio De Zadra
citato in un atto del 1542. |
ZAFFARANA
ZAFFERANA |
Zaffarana è tipico del catanese, di Catania, Militello
In Val di Catania e Caltagirone, Zafferana pure, anche assolutamente rarissimo,
e se si tratta probabilmente di un errore di trascrizione del precedente,
dovrebbe derivare dalla forma dialettale del toponimo Zafferana Etnea (CT). |
| ZAFFARESE |
Quasi
unico è specifico del materano. |
ZAFFIRI
ZAFIRI |
Zaffiri è tipicamente abruzzese, del pescarese e dell'aquilano,
Zafiri sembra essere unico ed è probabilmente il frutto di un errore
di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome e cognome
albanese Shafir
o Saphir, non si può
escludere una derivazione dal termine arabo shafi
(mediatore) intendendo essere questo
il mestiere del capostipite. |
| ZAGGIA |
Molto raro è specifico del
padovano, |
ZAGHI
ZAGHINI
ZAGO
ZAGOTTO |
Zaghi è specifico del ferrarese e rovigoto, Zaghini è tipico
di Rimini, Zago è tipico del Veneto, sia Zaghi che Zago sembrerebbero
avere un ceppo secondario in Piemonte ed uno nel milanese , Zagotto, molto
molto raro, è tipico del veronese orientale,
derivano dall'aferesi di toponimi quali: Massanzago (PD), Lorenzago (BL),
Cazzago (VE), Vanzago (MI), Sozzago (NO), ecc. Tracce importanti
di questa cognomizzazione le troviamo nella seconda metà del 1400
con il pittore di origini bergamasche Antonio Zago operante in tutto il
territorio veneto.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Una possibile derivazione potrebbe derivare dal fatto che Zago in dialetto
veneto è il nome con il quale viene chiamato un Chierico, cioè
uno che sta per diventare prete e a volte zaghi sono anche detti i chierichetti. |
ZAGLI
ZAGLIO
ZALLIO |
Zagli è tipico del fiorentino, di Firenze, Borgo San Lorenzo,
Scandicci, Bagno a Ripoli, Vicchio, Firenzuola e Fiesole, Zaglio invece
è decisamente lombardo dell'area bresciano mantovana, in particolare
di Lonato, Desenzano Del Garda e Brescia e di Castiglione Delle Stiviere
(MN), Zallio, molto molto raro, ha un ceppo nel genovese che dovrebbe essere
originario dell'alessandrino, la derivazione potrebbe essere da un'italianizzazione
del nome della Gens Sallia, ma appare
troppo lontana la zona d'influenza della stessa per quanto riguarda il
ceppo lombardo e piemontese, più probabile per questi una derivazione dal nome
personale medioevale latino Sallius
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale in una Carta
convenientie, finis et divisionis dell'anno 1184 a Ozzero nel
milanese: "Ego Sallius
filius quondam Petribelli de Morocaballo, de burgo Roxate, notarius ac
domini Friderici imperatoris missus, autenticum huius exenpli vidi et legi,
ita ut | in eo continetur legitur in isto, preter litteras plus minusve...". |
ZAGORDA
ZAGORDI
ZAGORDO |
Sia Zagorda, che Zagordi e Zagordo sono assolutamente rarissimi, quasi
scomparsi, potrebbero essere di origine calabrese, potrebbero derivare
dal nome greco Zagreus, si hanno tracce nel 1800 di una presenza di famiglie
Zagordo a San Marco Argentano (CS) e a Catanzaro. |
| ZAIA |
Zaia ha un ceppo nel trevisano, pordenonese ed udinese, uno nel rovigoto
con un ceppo, probabilmente secondario di origini venete, nel torinese
ed un ceppo nell'isola di Lipari nel messinese, che potrebbe anch'esso
essere di origini istriane e risalire al periodo fascista, al 1940 epoca della
deportazione a Lipari di friulani, sloveni e croati contrari al regime di allora.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Abbastanza comune in Friuli e nel Trevigiano, pare essere la forma
assunta in Italia dal cognome Zajc,
molto comune nei confinanti paesi di lingue slave. La parola vuol dire
lepre. Un secondo centro di irradiazione
del cognome è la Sicilia ma, con etimologie differenti, avendo il
termine siciliano origine araba. |
| ZAINO |
Molto raro dovrebbe essere originario
della fascia che comprende Abruzzi, Lazio e alta Campania. |
| ZALIANI |
Assolutamente rarissimo, è
tipico del pavese, potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Pizzale
(PV). |
ZALLOCCHI
ZALLOCCO |
Zallocchi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Zallocco, che è tipico dell'area che comprende le province di
Macerata ed Ascoli Piceno, di Potenza Picena, Civitanova Marche e Morrovalle
nel maceratino e Montegranaro e Sant'Elpidio A Mare nel Piceno, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Zalochus
di cui abbiamo un esempio nella prima metà del 1500 con un certo
Zalocco inviato della Serenissima presso Solimano il Magnifico come si
evince dalle Sarracenicae Historiae Caelii Augustini
Curionis: "...Zalochus
ad Solymanum missus...". |
| ZALTRON |
Tipico del vicentino, della zona di Schio e Marano Vicentino. integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
è un cognome vicentino che deriva dalla voce dialettale veneta
zaltron che significa cialtrone.
Cfr. D. Olivieri, I cognomi della Venezia Euganea, 1924, p. 233 |
| ZAMANA |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del rovigoto, forse di origine
turca. |
ZAMARA
ZAMARO |
Zamara, assolutamente raro, sembra lombardo, Zamaro, molto raro, è tipico dell'udinese, dovrebbero derivare da una
contrazione dialettale del nome Gianmaria o Gianmario, troviamo tracce di queste cognomizzazioni nel 1400 a Sarezzo (BS)
con l'intagliatore, scultore ed ebanista Clemente Zamara. |
ZAMARCHI
ZAMARCO |
Sembrerebbero veneti, Zamarchi veneziano e Zamarco della zona tra padovano
e rovigoto, derivano da una forma dialettale del nome Gian Marco. |
| ZAMATI |
Praticamente unico, potrebbe essere
di origine siciliana o calabrese e derivare da un soprannome legato al
vocabolo arabo Zamat (mucca) e starebbe ad indicare il mestiere del mandriano. |
ZAMBALDI
ZAMBALDO |
Zambaldi è un tipico cognome trentino, di Trento in particolare
e di Cavedine, Terlago e tutto il Trentino, Zambaldo, un poco meno diffuso,
è specifico invece del veronese, si dovrebbe trattare di cognomi
derivati dal nome Giambaldo
o Gianbaldo composto da Giovanni
che per aferesi e modificazione dialettale si trasforma in Zanni
e da Baldo. |
| ZAMBARBIERI |
Specifico della zona che comprende
alto piacentino, pavese, lodigiano e sudmilanese, potrebbe derivare dall'unione
dell'aferesi del nome Gianni, con il cognome Barbieri, per identificare
a quale schiatta dei Barbieri appartenesse il capostipite. |
ZAMBELLI
ZAMBON
ZAMBONI
ZAMBONIN
ZAMBONINI |
Zambelli è specifico della Lombardia centro orientale, del veronese
e dell'Emilia, dal reggiano al bolognese, Zambon è decisamente veneto,
con un ceppo anche nel latinense dovuto all'emigrazione forzata dei veneti
per bonificare le paludi Pontine durante il ventennio fascista, Zamboni
è specifico dell'areale che comprende bergamasco, bresciano, trentino
e veronese, mantovano, reggiano, bolognese e ferrarese, Zambonin è
decisamente veneto, del padovano in particolare, Zambonini è del
reggiano, con presenze anche in Lombardia ed in Veneto, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni, più
o meno dialettali, del nome Gianni
con l'aggiunta di aggettivi come bello
e buono (Gianni bello, Gianni
buono). |
ZAMBITO
ZAMPITO |
Zambito è specifico siciliano della zona di Favara, Agrigento, Montallegro
e Siculiana, Zampito è un errore di trascrizione del precedente. |
ZAMBOTTI
ZAMBOTTO |
Zambotti è tipico del Trentino, della zona di Fiavè in particolare,
Zambotto invece è più propriamente veneto, dell'area che
comprende le province di Verona, Vicenza e Padova, dovrebbero derivare
da soprannomi dialettali originati dal vocabolo zampa. |
ZAMBRINI
ZAMBRINO |
Zambrini sembra essere specifico dell'area di Imola nel bolognese e del
ravennate, Zambrino, molto, molto più raro, dovrebbe essere del
potentino, potrebbero derivare dal nome Zambrino
citato anche da Vincenzo Monti nella sua tragedia Galeotto
Manfredi Principe di Faenza dove appunto Zambrino è uno
dei personaggi. |
ZAMBROTTA
ZAMBROTTI
ZAMPROTTA |
Zambrotta è assolutamente rarissimo, Zamprotta è sempre molto
raro, dovrebbero essere originari di Caserta, Zambrotti è quasi unico, potrebbero derivare da un
soprannome legato al vocabolo di origine araba zahamt
(mucca).
integrazioni fornite da Prof. Italo Zamprotta
Il cognome originale di queste famiglie era Zianfrocta.
Famiglia dimorante a Gaeta nella prima metà del XV° secolo.
La notizia è ricavata da Ristampe Capuane,opera
catalogata nella Biblioteca del Museo Campano di Capua. La cronistoria
è firmata nel 1925 dall'Avv.Luigi Rotondi. Da questa famiglia Zianfrocta
derivano le attuali famiglie Zamprotta, Zambrotta, Gianfrotta, Gianfrocca,
Cianfrocca.
Il cognome Zambrotta è attestato a Lagonegro, con la variante Zambrotti,
quest'ultima emigrata nel XIX° secolo a S.Pietro al Tanagro (cfr.G.
Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, pp.205-6, Longo, Ravenna,
1985). Il Can.Giuseppe Zambrotti nel 1747 pubblicò a Napoli un volumetto
di Poesie toscane e latine dedicato
al Re Carlo di Borbone, in occasione della nascita dell'Infante Filippo
(cfr.Biblioteca Nazionale Centrale, Roma). Nel Catasto
onciario di Caserta e Casali del 1749, invece, risultano residenti
a S.Barbara di Caserta il mastro falegname e proprietario terriero Giuseppe
Zambrotta (1707) e la sorella Elisabetta (1704), con le rispettive famiglie e una Maddalena Zamprota (1702), coniugata con Angelo Cervone e residente a S.Maria Capua Vetere (Catasto onciario della Provincia di
Terra di Lavoro-Distretto di Capua-S.Maria Capua Vetere (1754). |
ZAMMICHELE
ZAMMICHELI |
Sia Zammichele che Zammicheli sono quasi unici, sembrerebbero veneti, derivano
da forme dialettali del nome composto Giovanni Michele, la corruzione dell'aferesi
del nome Giovanni da Zanni a Zam si
unisce al nome Michele. |
| ZAMMUTO |
Rarissimo, dovrebbe essere originario
dell'agrigentino, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo
arabo zahamt
(mucca) e starebbe ad indicare il mestiere del mandriano. |
ZAMPA
ZAMPELLA
ZAMPOLLA |
Zampa
ha tre ceppi, nell'udinese, nel pesarese e anconetano e in provincia di
Roma, Zampella è specifico del napoletano e casertano, Zampolla,
assolutamente rarissimo potrebbe essere veneto, dovrebbero derivare da
soprannomi originati da caratteristiche dei piedi o delle gambe, forse
per le dimensioni minute. |
ZAMPAGLIONE
ZAMPAGLIONI |
Zampaglione è tipico del reggino, di Montebello Ionico e Melito
di Porto Salvo, Zampaglioni, probabilmente originato da un errore di trascrizione
del precedente, è tipico di Tivoli e Roma, secondo alcuni deriverebbe
dal cognome francese Zampignon, nella Nuova Cronica
di Giovanni Villani viene riportato il nome Zampaglione a Siena nell'anno
1333: "...l'anno MCCCXXXIII, e essendovi per podestà
Teghia di meser Bindo de' Bondelmonti e per capitano Zampaglione
de' Tornaquinci, la setta de' cittadini ch'amavano
i Sanesi, e per loro trattato, cominciarono il romore e battaglia nella
città, e abarrarsi ne la terra...". il nome potrebbe derivare
dall'ipocoristico di un termine arcaico che significava mancino ad indicare
questa caratteristica fisica del capostipite. |
ZAMPARDI
ZAMPARDO |
Zampardi, molto raro, ha un ceppo a Palermo ed uno piccolissimo a Genova,
Zampardo sembrerebbe specifico di Genova, dovrebbero derivare dal nome
composto dall'unione dei nomi medioevali Johannes
e Pardus (vedi
PARDI), attraverso la forma dialettale contratta Zanni unita a Pardo,
si tratterebbe perciò della cognominizzazione del nome del capostipite. |
| ZAMPARESE |
Zamparese è praticamente unico. |
ZAMPATI
ZAMPATTI |
Zampati è rarissimo ed è tipico bresciano, Zampatti è
specifico dell'alto bresciano con un ceppo probabilmente originario in
Valtellina, di questo ceppo si hanno tracce ad esempio a Lovero (SO) nel
1600 quando troviamo Romerio Zampatti fu Bernardo e più tardi Giovanni
Zampatti fu Tomeo in qualità di Decani della Comunità di
Lovero, questa famiglia ha occupato per molto tempo una posizione di riguardo
tra i maggiorenti del paese.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Zampatti è diffuso in modo limitato nelle province
di Brescia e Sondrio ed è presente molto più sporadicamente
in quelle di Como, Milano e Varese. Fuori dalla Lombardia qualche famiglia
Zampatti si trova solo a Genova e provincia. Gli Zampatti hanno
le loro origini a Lovero, nell'Alta Valtellina e a Vezza d'Oglio in Valcamonica,
due paesi che si trovano sulla vecchia strada del Passo del Mortirolo che
univa la Valcamonica e la Valtellina. Nonostante la vicinanza difficile
dire però se tra il ramo valtellinese degli Zampatti e quello della
Valcamonica esista una parentela recente. Gli Zampatti valtellinesi si
sono successivamente propagati a Sondrio e in altri paesi della provincia
fino al lago di Como; invece quelli Camuni si sono "allargati" verso la
bassa Valcamonica in direzione del lago d'Iseo giù fino a
Brescia. In Valtellina il cognome appare sul finire del Cinquecento
come Ciampattis, e, verso la metà del Settecento, si contano a Lovero
già 18 famiglie Zampatti. Nel secolo successivo i nati con questo
cognome saranno 141 (tra il 1878 e il 1909). L'origine del cognome
è probabilmente da ricercarsi in un soprannome.
integrazioni fornite da Davide Zampatti
Relativamente agli Zampatti Camuni il cognome appare sin dalla fine
del XVI° secolo con Giovanni Zampatti presso Vione, comune confinante
con Vezza d'Oglio, all' inizio del XIX° secolo Vincenzo Zampatti (Nato
nel 1802) da Vione fonda il ramo di Pezzo e di Pontedilegno, nel 1869 nasce
(un altro) Vincenzo Zampatti che darà origine al ramo degli Zampatti
Francesi.
|
| ZAMPEDRI |
Zampedri sembra specifico di Pergine Valsugana (TN), con un ceppo probabilmente
secondario nel bresciano, deriva da una modificazione dialettale del cognome
Gian Pietro. |
| ZAMPERETTI |
Abbastanza raro è tipico del vicentino, deriva da una modificazione
del nome Giampiero, casato nobile, dal 1000 al 1200 circa detenne la signoria
feudale su Cornedo Vicentino (VI). |
| ZAMPIERI |
Molto diffuso in tutto il Veneto sembrerebbe avere un ceppo anche nel milanese,
deriva dal nome Giampiero. Nel 1600 è rinomato a Bologna il
maestro d'arte pittorica Domenico Zampieri. |
ZAMPOL
ZAMPOLI
ZAMPOLO |
Zampol, molto molto raro, è specifico del Cadore, Zampoli, anch'esso
molto raro, sembrerebbe originario del Polesine, ma potrebbe essere anche
toscano, Zampolo, quasi unico, è dovuto quasi sicuramente ad un
errore di trascrizione del precedente che dovrebbe derivare dalla fusione
dei nomi Zanni (gianni) e Polo (Paolo), tracce di questa cognomizzazione
le troviamo nel 1701 nel registro dei matrimoni di Pegognaga (MN) firmato
da: "... ego Joannes
Paulus Zampolus, Rector huius Ecclesie Parochialis
S. Jacobi Apostoli Polesini...". |
| ZAMPRONI |
Oltremodo raro è tipico
del sudmilanese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del
nomen latino Sempronius. |
| ZAMUNER |
Tipico del trevisano. |
| ZAN |
Molto raro è tipico veneto, dovrebbe derivare da una forma dialettale
per Giovanni. (vedi Zani) |
| ZANABONI |
Zanaboni è della zona tra pavese lodigiano e milanese, dovrebbe
derivare da modificazioni del nome Gianni (Gianni il buono). |
ZANARDELLI
ZANARDI
ZANARDINI
ZANARDO |
Zanardelli è tipico bresciano, Zanardi è diffuso nell'area
che comprende la Lombardia, il Veneto occidentale,il genovese e l'Emilia,
Zanardini è tipicamente lombardo di Pisogne, Brescia, Borgosatollo,
Darfo Boario Terme, Villa Carcina, Pian Camuno e Concesio nel bresciano
e di Costa Volpino nel bergamasco, Zanardo è specifico del Veneto
e del trevigiano in particolare, dovrebbero derivare da variazioni dialettali
dell'aferesi del nome Giovannardo,
e da suoi ipocoristici, di queste cognomizzazioni abbiamo tracce
ad esempio a Livigno in un atto del 1484: ".Zannes
vocatus Cramerus et Jacobus, fratres et filii quondam Christofori
Zanardi olim Boneti de Draza, omnes tres de
Livigno et simul promiserunt et securitatem fecerunt ". |
| ZANATTA |
Specifico trevisano, dovrebbe derivare
da una variazione del nome Gianni. |
ZANCA
ZANCHI
ZANCHIN
ZANCO |
Zanca è tipico del veronese e zone limitrofe del bresciano e del
mantovano, con un ceppo anche nel pesarese, Zanchi molto diffuso in Lombardia
e nella provincia di Venezia ha un nucleo originario anche nell'areto,
senese e perugino, Zanchin, decisamente veneto, è particolarmente
diffuso nel padovano, Zanco è specifico del veneziano e del trevigiano,
derivano tutti da soprannomi originati da termini dialettali per sciancato,
zoppo, con le gambe storte o dal vocabolo zanche,
un tipo di calzatura tardo medioevale
o anche dal termine dialettale lombardo zanchi
(trampoli). Tracce
di queste cognomizzazioni le troviamo a Pisa nel luglio 1228 dove nel testo
del giuramento di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi,
compare fra i firmatari un certo Buonagionta Zanchi, nella seconda metà
del 1500 a Vittorio Veneto (BL) opera lo scultore Andrea Zancho, ad Alzano
Lombardo (BG) in un atto del 1701 si legge: "Processo
A. Alzano. In materia dell'aqua della seriola che scorre in Alzano, ed
delle legne invasate in detta seriola. Per la magnifica città di
Bergamo contro li signori eredi del quondam signor cavaglier Pietro
Zanchi d'Alzano.". Nel Baldus di Teofilo
Folengo, opera della prima metà del 1500 tra l'altro leggiamo: "...An
nescis quod Bertus erat Pannada fradellus Mignotti
Zanchi, de quo me medda Catina protulit, atque
tuam simul ac insemma sorellam, unde mihi nezza est et ego tibi barba cusino?...". |
ZANCHE'
ZANCHETTI
ZANCHINI
|
Zanchè, molto raro, è tipico del Piceno, ed è probabilmente
una forma contratta di Zanchetti che, molto raro, è del pesarese
con un ceppo autonomo nel bresciano, Zanchini è tipico del forlivese,
dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale zanch
(trampoli) con probabile riferimento
ad una caratteristica fisica, le gambe secche e magre. Nel 1200 troviamo
gli Zanchini signori del castello di Castiglionchio (FI). Tracce di queste
cognomizzazioni nel bresciano le troviamo a Berzo Inferiore (BS) dove il
nome del maestro di grammatica e notaio Antoniolo Zanchetti compare nel
1504 nella cappella dedicata a San Rocco eretta nella vecchia chiesa parrocchiale
di San Lorenzo. |
ZANCHET
ZANCHETTA
ZANCHETTO |
Zanchet, quasi scomparso è del veneziano, Zanchetta è tipico
del Veneto e del basso Friuli, Zanchetto, estremamente raro è anch'esso
veneziano, derivano da soprannomi dialettali originati da difetti fisici
(vedi Zanca), tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel veronese
agli inizi del 1500 quando in un atto del 1530 a Tarmassia (VR) troviamo
un certo Paolo Zanchetta.
integrazioni fornite da Roberto
Zambon
A mio avviso i cognomi Zanco e Zanchet e simili dell'area veneta dovrebbero
derivare dal vocabolo dialettale thanco
(con la pronuncia interdentale tipo l'articolo the inglese) che significa
mancino. Ancora oggi si usa dire la man thanca
per indicare la mano sinistra. |
| ZANDA
|
Tipico della Sardegna centromeridionale, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo zanda
(rosolaccio o papavero dei campi).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ZANDA: atzànda, tzanda, tanda, zanda
= papaver ybridum = papavero.
Vedi il cognome Tanda. L’etimo del vocabolo è probabilmente
di origine prelatina: del gruppo afro-sardo-iberico. Comunemente in sardo
il papavero lo si chiama bababoi o babaule o pabaule o altro, dal latino
papaver. Da Dioscoride (scrittore, scienziato nonchè erborista del
1° sec.d. C. )ci viene riferito ... il papavero, che i Romani (Rwmaioi
)chiamano papàbie (papabie) e che gli egiziani, chiamano nantì
(nanti). Da nantì, di risonanza africana, si potrebbe risalire(ma
proprio in salita)a zanda! Non l’abbiamo riscontrato, come cognome, nelle
carte antiche, il che ci fa pensare ad un nome nato in tempi moderni (così
anche per Tanda). Attualmente è diffuso in 169 Comuni italiani,
di cui 65 in Sardegna, con maggiori presenze nel centro sud dell’isola:
Sestu 152, Cagliari 111, Desulo 110, Monastir 104, Iglesias 55, Assemini
42, Arbus 41, etc. |
ZANDOMENEGHI
ZANDOMENEGO |
Zandomeneghi, abbastanza raro, ha un ceppo nel veronese, uno a Mel nel
bellunese ed uno a Preganziol nel trevigiano, Zandomenego, più raro,
è tipico di Longarone (BL) e di Belluno, derivano da modificazioni
dialettali del nome Giandomenico. |
| ZANDONELLA |
Specifico del Cadore soprattutto della zona di Comelico Superiore (BL),
dovrebbe derivare da un tal Gianni figlio di Donella, in dialetto Zanni
di Donella quindi Zandonella, tracce di questo cognome le troviamo in un
atto del 1700: "...a me nodaro haver hoggi d'ordine
del spettabile signor Gio Zandonella
dell'Aquila di Dosoledo...".. |
| ZANDONINI |
Rarissimo, sembra essere bresciano,
dovrebbe derivare da una vaziazione del nome Giandomenico. |
ZANELETTI
ZANELOTTI |
Estremamente rari, sono tipici
del sudmilanese e lodigiano, derivano da variazioni del nome Johanni (Gianni,
Giani, Zani). |
ZANELLA
ZANELLI
ZANELLO
ZANNELLA
ZANNELLI |
Zanella è comune in tutto il nord, nella fascia orientale della
Lombardia, Tre Venezie ed Emilia orientale e Romagna, Zanelli è
comune in Lombardia ed Emilia e Romagna, Zanello oltre al ceppo nell'udinese,
ne ha uno nel torinese ed uno nello spezzino, Zannella è tipico
della provincia di Latina, di Fondi, Terracina e Campodimele, del napoletano
di Marano di Napoli e Quarto e del foggiano, di Foggia e Accadia, Zannelli
ha un ceppo toscano nel fiorentino ad Empoli, Montespertoli e Castelfiorentino,
un ceppo a Roma ed uno a Napoli, derivano tutti da Zane,
o Zanne una variazione dell'aferesi
del nome Gianni. Traccia di questo cognome la troviamo alla fine del 1500
a Cornale (BG) con il console Zanello de Zanelli, e a Salò (BS)
dove in una denuncia scritta dello stato di famiglia di un liutaio alla
Repubblica Veneta si può leggere: "...Some
una de formento, quarte trei fava, vino bono zerle sette, olio pesi doi.
Item ho un credito col Signor Conte Ernestor
Martinengo da Zanello de L. 52 per causa de
tanti instrumenti da sonar,...". |
ZANELLATI
ZANELLATO |
Zanellati ha un ceppo in Alto Adige, uno tra ferrarese e rovigoto ed uno
probabilmente secondario tra milanese e pavese, Zanellato è tipicamente
veneto, del rovigoto e padovano in particolare, con ceppi anche nel ferrarese,
dovrebbero derivare dal fatto di essere i capostipiti dei figli di uno
Zanella, il suffisso in -ato, forma
patronimica tipicamente veneta, sta per figlio della parte precedente il
suffisso, cioè di uno Zanella o Zanello. |
ZANETTE
ZANETTI |
Zanette è raro ed è
specifico del trevigiano, Zanetti è diffuso in tutto il nord Italia,
dovrebbero derivare da una variazione del nome Gianni, |
ZANFI
ZANFINI
ZANFINO |
Zanfi rarissimo è modenese, Zanfini ha un ceppo nel forlivese ed
uno nel cosentino, Zanfino ha un ceppo bolognese ed uno nel cosentino.
Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Bergamo dove in un atto
del 1363 viene citato un certo Leonardo de Zanfinus e nel XV°
secolo a Solofra (AV). |
| ZANGANI |
Assolutamente raro, potrebbe essere
originario della zona che comprende le province di La Spezia e Massa, probabilmente
deriva dal termine tardo medioevale zanga (sorta di contenitore cilindrico)
dal quale deriva il più moderno zangola (recipiente agitare il latte
e produrre il burro). |
ZANGARA
ZANGARI
ZANGARO |
Zangara è tipico siciliano, del palermitano in particolare, Zangari
è decisamente calabrese, del reggino e del catanzarese, Zangaro,
sempre calabrese, è specifico del cosentino, di Rossano e Corigliano
Calabro in particolare.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome prevalentemente siciliano, con ceppo maggiore nel palermitano,
deriva dal vocabolo greco tsankaris,
col significato di calzolaio. Si tratta, quindi, della cognominizzazione
del mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da Dr. Marco
Rosselli
Zangari è un'antica famiglia patrizia romagnola, iscritta nell'Elenco
della Nobiltà Italiana del 1922 e tuttora rappresentata. L'origine
etimologica di questa famiglia Zangari, come per tutte le forme che nei
dialetti romagnoli e, più generalmente, dell'Italia settentrionale
antepongono Zan, ovvero Giovanni, risulta
dalla cognominizzazione del nome con il predicato dei discendenti del Conte
Giovanni III° di Garay, detto Zanìn (detto anche il piccolo,
signore della fortezza di Gatteo di Romagna, pronipote dei viceré
e conquistadores spagnoli Juan e Francisco di Garay) entrato a far parte
della milizia di Malatesta da Verrucchio nel 1247 e stabilitosi in Romagna. |
| ZANGARDI |
Zangardi, molto molto raro, sembrerebbe tipico del foggiano, di Poggio
Imperiale in particolare, dovrebbe derivare dal termine greco tsankaris
(calzolaio), probabile mestiere del
capostipite. |
| ZANGELMI |
Zangelmi, molto molto raro, è tipico dell'area dove confluiscono
le province di Cremona, Mantova e Reggio Emilia, si dovrebbe trattare di
un cognome derivato dal nome del capostipite che probabilmente si chiamava
Giananselmo, nome composto da Giovanni
che si è ridotto, per aferesi e modificazione dialettale, a Zan
e da Anselmo che si è ridotto
per aferesi a Selmo e quindi grazie
al dialetto a Gelmo. |
ZANGERLE
ZENGERLE
ZINGERLE |
Sono tutti cognomi altoaltesini tipici della provincia di Bolzano, Zangerle
ha un piccolo ceppo a Lasa, Zengerle è ormai praticamente unico,
Zingerle, il più diffuso, è ben presente a Rasun Anterselva,
Rio di Pusteria, San Martino in Badia, Brunico, Bressanone e in tutta la
provincia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zingerle è un cognome ancora abbastanza frequente in Südtirol
(Alto Adige). Meno diffuse le sue varianti Zengerle, Zangerle. Quanto all’origine
del cognome, lo studioso Karl Finsterwalder, autore del repertorio onomastico
“Tiroler Namenskunde”, pagg. 542, 543,
lo fa derivare dal vocabolo romanzo cingaro
= zingaro, l’equivalente del tedesco
zigeuner (zingaro),
per il colore dei capelli e l’incarnato scuro dei componenti originari
della famiglia Zingerle/Zengerle, che intorno al 1600 aveva ramificazioni
in tutto il Tirolo, Südtirol e Vorarlberg. |
| ZANGIACOMI |
Zangiacomi, molto raro, decisamente veneto, ha un ceppo a Cortina D'Ampezzo
nel bellunese ed uno a Verona, dovrebbe derivare dal nome composto Giovanni
Giacomo, attraverso una contrazione aferetica dialettale del nome Giovanni
che diventa Zanni, unito al nome Giacomo. |
| ZANGONI |
Zangoni è un cognome tipico del padovano, soprattutto di Campo San
Martino.
integrazioni fornite da Fernando
Zangoni
Cognome diffuso nel padovano, in Trentino ed in Argentina, si tratta
di un cognome attribuito al capostipite Lauro Zangoni nell'Istituto dei
Trovatelli di Padova. |
ZANGRANDE
ZANGRANDI
ZANGRANDO |
Zangrande è assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, Zangrandi
ha un ceppo a Piacenza e dintorni ed uno a Verona, Zangrando è
tipico del Veneto orientale e del Friuli, derivano da soprannomi originati
dall'essere il capostipite di nome Giovanni (Zanni) una persona di grosse
dimensioni starebbe per quelli del grande Giovanni. |
| ZANGRILLI |
Zangrilli è tipico del romano e del frusinate, dovrebbe derivare
dal nome composto medioevale Johannes Grillus
(vedi anche GRILLETTI) attraverso un'aferesi
e modificazione dialettale del primo. |
ZANI
ZANIN
ZANINI
ZANINO
ZANINELLI
ZANINELLO
ZANNI
ZANNINI
ZANNINO
ZANO
ZANON
ZANONCELLI
ZANONCINI
ZANONI
ZANOTTI |
Zani è tipico della Lombardia ed Emilia, Zaninelli è tipico
del bresciano, veronese e cremasco, Zaninello è tipicamente veneto
di hioggia (VE) e Rosolina (RO), con un ceppo anche nell'udinese a Torviscosa,
Cervignano del Friuli ed Aquileia, Zanin è specifico delle Tre Venezie,
Zanini è comune in tutto il nord, Zanino, rarissimo è
piemontese, Zanni è molto diffuso in tutto il nord, nelle province
di Roma e Caserta ed in Puglia, Zannini ha ceppi in Veneto, Lombardia,
Emilia, Marche, Lazio e tra casertano e napoletano, Zannino ha un ceppo
nel reggino, ed uno nel casertano, Zano, molto raro, è del casertano,
Zanon è diffusissimo nelle tre Venezie, Zanoncelli è rarissimo
e specifico del sudmilanese, Zanoncini è rarissimo e sembrerebbe
della zona di confine tra Lombardia e Veneto, Zanoni è specifico
della Lombardia, Emilia e Veneto e Trentino occidentale, Zanotti potrebbe
avere almeno tre ceppi, in Lombardia, nel trentino e veronese e nel reggiano,
modenese, bolognese e Romagna, derivano tutti da variazioni dialettali
e da modificazioni ipocoristiche o accrescitive del nome Johannes,
Johanni (Gianni, Giani, Zani). Solo a titolo di esempio,
per dimostrare la presenza fin dal 1300 del nome Zani e derivati, citiamo:
in un registro notarile della provincia di Sondrio, all'anno 1379 troviamo:
un'nvestitura fatta dai fratelli iGiovanni e Laudino fu Andrea di Tresivio
a favore di Menega, detta Menegozza, fu Zani Tondelli
di Tresivio, moglie di detto Giovanni, della somma di lire 129 e soldi
5 imperiali quale dote e antefatto o donativo per le nozze. Notaio Francescolo
fu Zanni Venosta. ...", verso la fine del
1300 troviamo operante a Sondrio il notaio Zanino
fu Negro Bugnoni di Grosio.
notizie ulteriori fornite da
Daniele Todeschini
Zani (Zannis da Astoribus, Zanni, Zagni, Zanini, Zanoni, Zanetti) è
una famiglia originaria di Dossena BG e precisamente del casato degli Astori. |
| ZANICHELLI |
Zanichelli è tipico di parmense, reggiano e modenese, ma è
specifico di Parma e Reggio Emilia, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Zanichellus, forma ipocoristica di
Zani, contrazione dialettale del nome
Giovanni, di quest'uso abbiamo un esempio a Monza nel 1246 in quest'atto:
"...Ubertinus filius quondam Obizonis de Puteo, Zanichellus
et Senus et Zarus et Marchixius et Barberius et Guifredus filii Januarii
Belincasa, in loco Bevera Iohannes et Albertus qui dicuntur Gazari,...",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio in una lettera
inviata dal celebre filosofo tedesco Leibnitz a nel 1714: "Viro
celeberrimo Johanni Hieronymo Zanichello
- Godefridus Guilielmus Leibnitius S. P. D.- Egregio me nunere ornasti
missa de Ferro ejusque Nive dissertatione multam eruditionem physicam spirante.
Eoque magis me Tibi obstrictum fateor, quod in hominem vix nomine notum
hoc beneficium collocasti....". |
ZANIER
ZANIERI
ZANNIER |
Sia Zanier che Zannier sono specifici di tutto il Friuli, Zanieri è
tipicamente toscano, di Prato, Firenze e del fiorentino in particolare,
si dovrebbe trattare di formule cumulative in -ieri,
dove il suffisso sta ad indicare quelli di,
riferito alla forma aferetica dialettale Zani
o Zanni, derivata dal nome Giovanni,
probabilmente portato dal padre dei capostipiti, secondo un'altra teoria
questi cognomi deriverebbero invece da modificazioni dialettali del nome
Gennaro, attribuito a bambini nati
nel mese di gennaio, e probabilmente portato dal capostipite secondo questa
ipotesi. |
| ZANIGNI |
Estremamente raro parrebbe avere un ceppo tra mantovano e bresciano ed
uno nel forlivese e riminese, dovrebbe derivare dal nome Zani (Giovanni).
integrazioni fornite da Renata
Cherubini
Cognome tipico dell'Emilia Romagna in particolare di San Mauro Pascoli
dove si trova la maggior parte degli Zanigni.Tutti gli Zanigni sono parenti
e si conoscono tutti perchè questo cognome deriva probabilmente
dal cognome Zani ed è diventato Zanigni al massimo un secolo,un
secolo e mezzo fa a causa di una strana malattia di un componente di questa
famiglia. |
ZANINETTI
ZANINOTTI |
Zaninetti è tipico della zona che comprende le province di Biella,
Verbania e Novara, dovrebbe essere originario della zona di Borgomanero
e Fontaneto D'Agogna (NO), Zaninotti, molto molto raro, è tipico
dell'udinese, derivano da forme ipocoristiche di modificazioni dialettali
del nome Giovanni (Zani). |
| ZANIRATO |
Zanirato è specifico di Rovigo ed Adria nel rovigoto, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica in lingua veneta, con terminazione in
-ato per figlio
di, relativa ad una forma dialettale aferetica di un ipocoristico
del nome Giovanni. Tracce di
una famiglia di mastri falegnami Zanirato a Rovigo e nel rovigoto le troviamo
fin dalla seconda metà del 1700. |
ZANOBI
ZANOBINI
ZANOBIO
ZENOBI
ZENOBINI
ZENOBIO |
Zanobi ha un nucleo a Roma e Viterbo, un piccolo ceppo toscano ed uno emiliano,
Zanobini è sicuramente toscano, Zanobio è quasi unico, Zenobi
ha un ceppo marchigiano, uno romano ed uno nel teramano, Zenobini è
pugliese, di Galatone (LE), Zenobio, molto molto raro, ha un piccolo
ceppo laziale, uno pugliese ed uno siciliano, tutti questi cognomi derivano
direttamente o tramite ipocoristici dal nome latino di origine greca Zanobius
o Zenobius di cui abbiamo un esempio in questo tersto del 1433 su San Zenobio:
"...Item deliberaverunt quod provisor Opere vendere
teneatur domino Ghuiglielmo Tanaglia pro loco ubi Sanctus
Zenobius resuscitavit unum mortuum coram sua
domo pro pretiis consuetis...". |
| ZANTEDESCHI |
Tipico veronese, dovrebbe derivare da Gianni dei Tedeschi, traccia di questo
cognome la troviamo a Verona alla fine del 1700 con Francesco Zantedeschi
che insegnò Fisica e Filosofia all'Università di Venezia. |
| ZANUCCOLI |
Specifico della zona di Cesena e Cesenatico (FC), dovrebbe derivare da
modificazioni del nome Giovanni.
|
ZANUS
ZANUSSI
ZANUSSO |
Zanus, estremamente raro, è tipico del trevisano e del veneziano,
Zanussi è specifico del trevisano e del Friuli, Zanusso è
diffuso nel trevisano e nel veneziano, derivano da modificazioni dialettali
del nome Giovanni, Zanni o Zani in dialetto veneto unito al diminutivo
dialettale in us equivarrebbe perciò a Giovannino.
|
ZANUT
ZANUTTI
ZANUTTO |
Zanut, estremamente raro, è della provincia di Pordenone e Treviso,
Zanutti è abbastanza raro ed è specifico dell'udinese, Zanutto,
decisamente più comune, è diffuso nell'udinese e nel veneziano,
derivano da modificazioni dialettali del nome Giovanni, Zuàn in
dialetto friulano unito al diminutivo dialettale in ut equivarrebbe perciò
a Giovannino.
|
ZANZI
ZANZO
ZANZOTTI
ZANZOTTO |
Zanzi ha un ceppo nel nordmilanese e varesotto ed uno nell'area che comprende
il ferrarese ed il ravennate soprattutto, con ramificazioni anche nel bolognese,
Zanzo è specifico del veneziano, di Martellago e Salzano, Zanzotti,
rarissimo, è tipico di Denno nel trentino, Zanzotto, ancora più
raro è del veneziano, si dovrebbe trattare di forme dialettali di
aferesi del nome Giovanni e di suoi
ipocoristici.
|
ZAPPA
ZAPPACOSTA
ZAPPELLA
ZAPPELLI
ZAPPULLA
ZAPPULLO |
Zappa ha un grosso nucleo in Lombardia, ma dovrebbero esistere ceppi tra
Molise ed Abruzzi, nel napoletano, nel palermitano e nel genovese, Zappacosta
è tipico del pescarese e chietino, Zappella è tipico del
bergamasco, di Cividate Al Piano, Casazza, Calcio, Romano Di Lombardia,
Villa Di Serio e Gorlago, con un piccolo ceppo anche a Napoli dovuto forse
ad errori di trascrizione, Zappelli, molto raro, dovrebbe essere originario
del lucchese e pisano, Zappulla è originario del siracusano, Zappullo,
molto raro, sembrerebbe del salernitano, di Castel San Giorgio e di Mercato
San Severino in particolare, dovrebbero derivare tutti da un soprannome
legato al mestiere del contadino, mentre per le varianti siciliane, potrebbe
esserci una derivazione dal toponimo Zappa (ME). |
ZAPPALA'
ZAPPALE |
Zappalà è tipico della Sicilia orientale, del catanese in
particolare, Zappale è praticamente unico, potrebbero derivare
dal cognome greco simile Tsapalàs.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Cognome quasi estinto, Zappale è oggi registrato solo nella
città di Salerno, ed è riconducibile ad un unico ceppo familiare,
essendo il cognome di due anziani e stimati fratelli, validissimi insegnanti
di matematica, probabilmente originari del piccolo centro di Cologna, situato
alle porte del capoluogo campano. Per ciò che concerne l’origine
del cognome, è ipotizzabile la derivazione per errore di trascrizione
anagrafica dal cognome Zappalà, ben più diffuso e di chiara
provenienza siciliana (Catania e provincia), in alcuni casi registrato
anche nella forma priva di accento Zappala. La forma cognominale
Zappalà, di probabile derivazione greca o neogreca (dal cognome
Tsapalàs) o addirittura araba
(dal nome izz-bi-Allàh, con
il significato di potenza di Allàh, di
Dio), si sarebbe quindi innestata nei secoli scorsi nel Salernitano
nella attuale e unica forma Zappale. Un ipotesi divergente indurrebbe a
considerare il ceppo salernitano Zappale come autonomo rispetto ai vari
ceppi siciliani Zappalà e Zappala dai quali si era precedentemente
ipotizzata l’origine: in tal caso, il cognome potrebbe derivare dalla cognominizzazione
del vocabolo zappa, inteso come strumento
agricolo, o dal termine dialettale zappale,
designante una sorta di ferro rettangolare sporgente dal muro, posto in
passato nelle case rurali in prossimità di portoni e adoperato come
appendiabiti o scarponi infangati per chi era di ritorno dal duro lavoro
dei campi. Dal punto di vista documentale, la più antica attestazione
della presenza dei Zappale in Campania è riconducibile alla seconda
metà del Seicento e si riferisce alla figura del parroco don Andrea
Zappale, Segretario del Vescovo di Nicastro (dal 7 luglio 1682) Mons.
Nicola Cirillo. |
| ZAPPALAGLIO |
Zapparoli è tipico del mantovano e del vicino modenese e ferrarese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di contadino
svolto dal capostipite. |
ZAPPALORTI
ZAPPALORTO |
Zappalorti è decisamente toscano dell'aretino e di Marciano della
Chiana in particolare, Zappalorto oltre al ceppo toscano a Prato, Sovicille
e Sinalunga nel senese e Foiano della Chiana nell'aretino, ha un piccolo
ceppo veneto, soprattutto a Povegliano nel trevigiano, ed uno abruzzese
a Chieti, dovrebbero entrambi derivare da soprannomi, probabilmente dispregiativi,
che abbinano al concetto di saper solo zappare, attribuito al capostipite,
quello riduttivo delle piccole dimensioni di un orto. |
| ZAPPAROLI |
Zappalaglio, molto molto raro, è un cognome tipico della bassa bergamasca,
di Pumenengo in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dall'attività di contadino probabilmente svolta dal capostipite. |
| ZAPPATERRA |
Zappaterra è tipicamente emiliano, dell'area ferrarese, di Ferrara,
Copparo, Portomaggiore, Bondeno, Migliarino, Berra e Codigoro e di Bologna,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'attività di contadino
probabilmente svolta dal capostipite, ma è pure possibile che sia
stato utilizzato il termine zappaterra
in modo dispregiativo ad identificare una persona incolta se non analfabeta,
lo stesso Pirandello utilizza il termine in questa accezione. |
| ZAPPAVIGNA |
Ha un ceppo nel reggino, uno nel parmense e forse uno piemontese, deriva
da soprannomi legati all'attività di coltivatore di vigneti. |
| ZAPPIA |
Tipico calabrese del reggino in particolare, con un ceppo importante anche
a Genova, potrebbe derivare da un toponimo greco. Tracce di questo
cognome le troviamo a Bovalino (RC) già nel 1600 con un certo Gioanni
Zappia agricoltore e, nello stesso secolo a Tropea (VV) con un certo Gaspare
Zappia possidente. |
ZAPPONE
ZAPPONI |
Zappone ha un nucleo molisano a Cercemaggiore e Campobasso nel campobassano,
un piccolo ceppo a L'Aquila, uno a Roma e Terracina nel latinense ed uno
in Calabria a Palmi e Taurianova nel reggino, Zapponi ha un ceppo lombardo
a Pontevico (BS), Cremona e Felonica nel mantovano, ha un piccolo ceppo
a Carrara ed uno a Roma e Tivoli, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche
accrescitive derivate da Zappa, probabilmente ad indicare l'attività
contadina del capostipite. |
| ZARA |
Ha vari ceppi in Sardegna sia nel settentrione che nel meridione dell'isola,
che potrebbero derivare dal toponimo Atzara (NU), nel veneziano, nel goriziano
e a Trieste dove potrebbe derivare dal toponimo dalmatico omonimo, nel
ternano, nel Molise e nel casertano, in alcuni casi potrebbero essere dei
matronimici e derivare dall'aferesi di nomi come Lazzara o Cesara, in altri
casi l'origine e da ricercarsi in nomi di località. |
| ZARABOLDI |
Zaraboldi è un cognome estremamente raro, circoscritto al genovese,
dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome germanico Haribald,
probabilmente portato dal capostipite. |
| ZARAMELLA |
Tipico di Padova e dintorni, potrebbe derivare dall'etnico di Zara, modificato
in forma dialettale o anche da soprannomi legati al vocabolo caramella
ad indicare la dolcezza di carattere del capostipite, poco probabile il
collegamento con il termine ciaramella tipico di altre zone del centro
Italia e del sud in particolare (vedi Ceramelli
). Di questo nome si hanno tracce ad esempio nel Baldus di Teofilo Folengo
(1491-1544): "...His bagatellandi tantum gallantiter
artem, incipit, ut nunquam melius Zaramella
giocavit ante ducam Borsum...". |
| ZARANTINO |
Zarantino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del palermitano,
zona di Bagheria, ma non è da escludere un'origine dalla provincia
di Catanzaro, da Pentone, una possibile ipotesi è che si tratti
di una forma aferetica dell'etnico di Mazara (TP). |
| ZARANTONELLO |
Tipico del vicentino, deriva dal
nome composto Giannantonio o Zuan Antonio. L'esistenza dell'uso di
questo nome composto in epoca antica è dimostrata tra l'altro da
questo lasciapassare del 1512, presente nell'archivio di Stato di Bergamo:
"...Sia lassati andar li infrascritti, come homini
liberi et licentiati da noi et altra volta fatti presoni per andar a Caravazo.
In quorum fidem, etc. Bergomi, die 9 februarii 1512. Zuan
Antonio de Caravazo, Jacomo Nava, Ambrosio
Console. Iohannes Antonius Cancellarius." |
ZARATIN
ZARATINI
ZARATINO
ZARATTIN
ZARATTINI |
Zaratin, decisamente veneto, ha un ceppo a Paese nel trevisano ed a San
Donà di Piave nel veneziano, Zarattin, molto molto raro, è
tipico di Venezia, Zaratini e Zaratino sono quasi unici, Zarattini ha un
ceppo nel veronese a verona e San Bonifacio ed uno nel ferrarese a Comacchio
ed Ostellato, con piccole presenze anche nel trevisano e padovano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dall'etnico della città di Zara
nell'attuale Croazia, antico territorio della Repubblica Serenissima di
Venezia, con il termine di zaratin
o zarattin infatti venivano chiamati
i veneziani provenienti da quella città. |
| ZARBO |
Tipico dell'agrigentino di Palma di Montechiaro e Licata, potrebbe derivare
da nomi di località, Zarbo è stata una baronia nel 1500,
con il nome Zarbo troviamo località nell'agrigentino, nel trapanese
e nel palermitano, con il termine zarbo
o zàbbu si identificavano i
serbatoi per la raccolta delle olive prima della molitura, quindi è
pure possibile una derivazione da quel termine ad indicare l'attività
o caratteristiche del luogo d'abitazione del capostipite. |
| ZARI |
Zari è tipico del fiorentino, dovrebbe derivare dall'aferesi di
un cognome come Lazzari o dall'aferesi di modificazioni dialettale del
nome Cesare. |
ZARLENGA
ZARLENGO
ZARLINGA
ZARLINGO
ZERLENGA
ZERLENGO |
Zarlenga ha un ceppo romano, ma il nucleo originario dovrebbe essere molisano,
probabilmente la zona di Pietrabbondante nell'iserniese, Zarlinga, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Zarlengo,
molto molto raro, anch'esso di origine molisana, è del napoletano,
Zarlingo, praticamente unico è una variante del precedente, così
come Zerlenga, anch'esso del napoletano, e l'unico Zerlengo, tutti questi
cognomi dovrebbero essere di origini albanesi, anche se non si può
escludere una discendenza longobarda più antica. |
| ZARO |
Ha un ceppo nel varesotto, uno nel trevisano ed uno nel goriziano, potrebbero
derivare dall'aferesi di toponimi come San Lazzaro, molto presenti in tutt'Italia,
ma è abbastanza probabile anche una derivazione dal nome medioevale
Zarus di cui abbiamo un esempio a Monza
nel 1246 in quest'atto: "...Ubertinus filius quondam
Obizonis de Puteo, Zanichellus et Senus et Zarus
et Marchixius et Barberius et Guifredus filii Januarii Belincasa, in loco
Bevera Iohannes et Albertus qui dicuntur Gazari,...", tracce di
questa cognomizzazione le troviamo agli inizi del 1700 in quest'atto conservato
a Vicenza: "...Per il reverendissimo signor canonico
don Giovanni Checcozzi contro li Francesco
Zaro pupilo di Giovanni Maria Colombara erede...". |
ZARRILLI
ZARRILLO |
Zarrilli è tipico di Calitri (AV), Zarrillo è tipico del
casertano, di Marcianise in particolare, ma presente comunque in modo significativo
anche a Capodrise e Capua, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal vocabolo dialettale campano zarro
(incespico, inciampo, piccolo ostacolo),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel casertano fin dal 1500. |
| ZARZANA |
Molto molto raro sembra specifico della Sicilia occidentale, di Partanna
(TP) in particolare, potrebbe derivare da una modificazione dialettale
del toponimo Mazara del Vallo (TP). |
| ZATTA |
Tipico della fascia che dal padovano,
via trevisano, va al bellunese, potrebbe derivare dal vocabolo dialettale
satta o zatta (zampa) ed avere quindi un origine simile al cognome Zampa. |
ZAVAGLI
ZAVAGLINI
ZAVAGLIO |
Zavagli è tipico dell'area che comprende il bolognese, il forlivese,
il fiorentino e l'aretino dove a Bibbiena raggiunge la massima diffusione,
Zavaglini, assolutamente rarissimo, occupa lo stesso areale, Zavaglio è
tipicamente lombardo del cremonese e del bresciano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine dialettale zavaj
(inciampo), probabilmente
causati dalla balbuzie dei capostipiti. |
| ZAVANONE
|
Zavanone, molto molto raro, è tipico dell'alessandrino e del vicino
genovese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una deformazione
dialettale dell'accrescitivo del nome Giovanni. |
ZAVARELLA
ZAVARELLI |
Zavarella è specifico di Pratola Peligna (AQ), Zavarelli, etremamente
raro, parrebbe di Alba Adriatica nel teramano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Zavarella, piuttosto raro, è tipico dell’aquilano, Zavarelli,
rarissimo, sembra anch’esso abruzzese ed è presente sia nell’aquilano
che nel teramano, entrambi questi cognomi derivano da una variante del
termine ciavarello o ciavarella,
voce arcaica o dialettale col significato di capretto/a:
l’origine di questo vocabolo va ricercata nell’antico francese chevrel/elle
(italianizzato appunto in ciavarello/a,
ma non solo), con uguale significato. Il cognome, dunque, deriva o dal
mestiere svolto dal capostipite
(probabilmente un pastore o un capraio) oppure da una sua caratteristica
fisica o comportamentale (talvolta, infatti, il termine ciavarello/a poteva
essere utilizzato anche come soprannome per un ragazzo o una ragazza, come
a voler indicare una similitudine fra la giovinezza degli esseri umani
e la tenera età dei capretti). |
ZAVATTA
ZAVATTIN
ZAVATTINI |
Zavatta sembra specifico del riminese,
Zavatti, rarissimo, è tipico della provincia di Venezia e Pordenone,
Zavattini sembra avere un ceppo nel mantovano ed uno nel riminese, tutti
derivano da variazioni dialettali del vocabolo ciabatta o ciabattino e
possono stare ad indicare il mestiere del calzolaio. |
ZAVATTARI
ZAVATTARO
ZAVATTERI
ZAVATTERO |
Zavattari, assolutamente rarissimo sembrerebbe della zona tra varesotto
e novarese, Zavattaro, tipicamente piemontese sembrerebbe dell'alessandrino,
Zavatteri, molto raro, sembrerebbe veronese, Zavattero parrebbe tipico
del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare dal mestiere di ciabattari
o calzolari, produttori di ciabatte. |
ZAZA
ZAZA' |
Zaza è tipico di Molfetta, Corato, Bari, Bitonto, Terlizzi, Trani
e Barletta nel barese e delle vicine Bernalda nel materano e Genzano di
Lucania nel potentino, Zazà è quasi unico, dovrebbero derivare
da soprannomi famigliari attribuiti al capostipite. |
ZAZZARA
ZAZZARO
ZAZZARONI
ZAZZERI
ZAZZERO
ZAZZERONI |
Zazzara è abruzzese, Zazzaro, abbastanza raro ha un ceppo nel napoletano
ed uno nel cosentino, Zazzaroni è tipico di Castel San
Pietro Terme (BO), con un piccolo ceppo a Pesaro e Urbino, Zazzeri
è tipicamente toscano della zona tra fiorentino e senese, con un
ceppo anche nel livornese, Zazzero, molto molto raro, è napoletano,
Zazzeroni è specifico di Urbino, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da folte capigliature dei capostipiti. |
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