ZACA'
ZACCA' |
Zacà è specifico del leccese, di Nardò e di Gallipoli,
Zaccà, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero derivare
da forme alterate dialettali originate dal nome arabo Saqqah
derivato dal termine che identifica chi fa il mestiere di trasportatore
d'acqua. |
ZACARIA
ZAGARIA |
Zacaria è tipico del casertano, di Trentola-Ducenta e Parete, Zagaria
ha un ceppo nel casertano a Casapesenna ed uno probabilmente non secondario
a Salerno, uno a Salandra e Ferrandina nel materano, ma il nucleo principale
è pugliese, concentrato ad Andria, Barletta e Canosa Di Puglia nel
barese con un ceppo secondario a Cerignola (FG), potrebbero derivare da
modificazioni del nome ebraico Zacharia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zagaria è cognome pugliese dalla forma base Zagari che deriva
dal siciliano 'zagara' < arabo 'zahr'
= fiore dell'arancio e di altri agrumi
profumatissimi. Minervini 520. |
ZACCAGNI
ZACCAGNINI
ZACCAGNINO
ZACCAGNO |
Zaccagni molto molto raro ha un ceppo nel torinese ed uno lombardo,
Zaccagnini, oltre al ceppo toscano ha anche un forte nucleo nella fascia
centrale tra Abruzzo e Lazio, Zaccagnino è tipico del potentino,
Zaccagno estremamente raro sembra dell'aquilano, dovrebbero derivare da
soprannomi originati o dal termine dialettale zaccagner (attaccabrighe)
o da zaccagnino (buffoncello), un esempio di quest'uso si ha in Lombardia
nel 1400 con il bandito da strada Giovanni Pietro da Carcano detto Zaccagnino. |
| ZACCARA
|
Specifico della zona di Lauria (PZ).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Raro, probabilmente originario del potentino, potrebbe derivare dal
napoletano zaccara, nel senso di bambina,
ragazza, ma è anche possibile che si tratti di una variante del
nome Zaccaria. |
ZACCARELLA
ZACCARELLI
ZACCARELLO
ZACCARI
ZACCARIA
ZACCARIN
ZACCARINI
ZACCARINO
ZACCARO |
Zaccarella, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a San Giovanni Lupatoto
e Verona nel veronese ed a Montaquila nell'iserniese, Zaccarelli è
molto diffuso in Emilia e Romagna, soprattutto a Forlì e Meldola
nel forlivese ed a Carpi, Modena e Mirandola nel modenese e Ro Saliceto,
Correggio e Reggio Emilia nel reggiano ed a Bologna e Ravenna, con un ceppo
anche a Roma e nel latinense a Roccasecca dei Volsci e Latina, Zaccarello
è tipicamente siciliano, di Siracusa e di Nicosia nell'ennese, Zaccari
sembra tipico del frusinate con un ceppo anche nel beneventano, Zaccaria
è panitaliano, Zaccarin è specifico dell'area che comprende
le province di Treviso e di Pordenone, Zaccarini, tipicamente emiliano,
è soprattutto del ravennate, Zaccarino, assolutamente rarissimo,
parrebbe del beneventano, Zaccaro è diffuso nel cosentino, in Basilicata
ed in Puglia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
da Zaccaro
forma arcaica per Zaccaria o direttamente dal nome Zaccaria, secondo altri potrebbe
derivare dal termine dialettale zaccaro
(piccolino, bambino).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zaccaria, Zaccherini in Emilia-Romagna sono documentate le seguenti
forme: Zaccaria, al 96° posto in Russi, Zaccherini, al 62° in Imola.
Si tratta della cognominizzazione dell'antico nome biblico Zaccaria
(Zacharia o Zacharias
in latino), dall'ebraico Zekharyâh.
E' un nome composto da una prima parte, 'zachar'
(ricordarsi) e da una seconda che comprende
il nome del Dio di Israele (Yahvé)
in forma abbreviata -yah. Il suo significato
potrebbe quindi essere "Iddio si è ricordato",
assegnato a un figlio desiderato e voluto. Paraboschi p. 192. |
ZACCARDELLI
ZACCARDI
ZACCARDINI
ZACCARDINO
ZACCARDO |
Zaccardelli è specifico di Isola del Liri nel frusinate e del vicino
romano ed aquilano, Zaccardi ha un ceppo nel parmense ed è diffuso
nella fascia che comprende Lazio, Abruzzo e Molise, Zaccardini è
specifico di Maglianmo Romano e Roma nel romano, Zaccardino, che sembrerebbe
unico, è laziale, Zaccardo ha un piccolo ceppo nel modenese, uno
a Roma ed uno a Muro Lucano nel potentino, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome e soprannome medioevale Zachardus,
una germanizzazione arcaica del nome ebraico Zacharyah,
troviamo un Antonucius dictus Zachardus nell'elenco degli scolari dell'Università
di Perugia dell'anno 1513 , troviamo tracce di cognominizzazioni Zachardi
e Zachardus nella Numerazione dei Fuochi della
Valle del Sangro del 1447 nel teatino, in Abruzzo. |
ZACCARIELLI
ZACCARIELLO |
Zaccarielli è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad
un errore di trascrizione, Zaccariello è tipico del casertano, di
Frignano, Aversa, Casal di Principe, San Marcellino e Macerata Campania,
dovrebbero derivare da una forma vezzeggiativa dialettale del termine dialettale
zaccaro (piccolino,
bambino), sarebbe l'equivalente di bambiniello. |
| ZACCHEDDU
|
Tipico della Sardegna centromeridionale, Zaccheddu dovrebbe derivare dall'ipocoristico
in lingua sarda dell'aferesi tronca del nome Iacopo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ZACCHEDDU: tsaccàre, tzaccài,
(ma anche tzaccarrài) = fendere,
spaccare, scoppiare, crepitare, battere, etc. "Tzaccarràu
siast = che tu possa squarciarti.
"Ki ti tzaccarrint is barras"! = Che
ti si possano squarciare le ganasce"! "Su
tzaccàrru de su tronu"! = Il
rombo del tuono. Tzaccarrai is dentis po su frius = battere
i denti per il freddo. Etc. etc. Tzàcca e poni è un gioco
di gruppo, tradizionale. Derivano tutti dalla radice onomatopeica
"zacch" o meglio "tzakk".
Su tzakkéddu è precisamente il mal di testa (come se la testa
stesse per scoppiare). Si tratta di un cognome poco diffuso. Non l'abbiamo
trovato nei documenti antichi da noi consultati. Attualmente è presente
in 67 Comuni italiani, di cui 34 in Sardegna: Cagliari 29, Villacidro 24,
Laconi 21, etc. |
ZACCHEI
ZACCHEO
ZACHEO |
Zacchei ha un ceppo toscano, a Sinalunga, Asciano, Siena, Torrita di Siena
e Rapolano Terme nel senese ed a Cortona, Foiano della Chiana ed Arezzo
nell'aretino, con un ceppo a Notaresco nel teramano ed uno a Roma e Civitavecchia
nel romano, Zaccheo ha un ceppo veneziano, uno nel latinense ed uno nel
barese e tarentino, Zacheo è tipico del Salento, dovrebbero derivare
da forme aferetiche dialettali del nome Isacco.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zacchei è cognome lucano presente a Grassano, Potenza, ZACCHÈO
a Pisticci; cfr. Zacchèo cal., Zachèo nel Salento: cogn.
pugliese di tradizione biblica = lat. Zacchaeus
(De Felice 268), in papiri greci (sec. VIII) Zachaios
(DCS). |
| ZACCHERONI
|
Cognome tipicamente forlivese, dovrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Stefano
Bettazzi
Tipicamente romagnolo, con un ceppo maggiore nel forlivese, questo
cognome deriva dal termine zaccherone,
col significato di persona trasandata, sciatta o, in senso figurato, di
individuo dalla vita disordinata: l'origine del vocabolo va ricercata nel
termine zacchera (dall'antico alto
tedesco zahhar, col significato di
goccia, lacrima), col quale si indica lo schizzo di fango che macchia le
scarpe o i vestiti. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un soprannome
attribuito al capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zaccheroni è cognome forlivese derivato da Zaccaria
(cfr.). |
ZACCHETTI
ZACCHETTO
ZACCHI
ZACCHIN
ZACCHINI
ZACCHINO
ZACCONE
ZACCONI |
Zacchetti è tipico delle province di Milano, Lodi e Pavia, Zacchetto
è unico ed è un probabile errore di trascrizione, Zacchi
sembra avere tre ceppi, nel bresciano nel bolognese e tra Firenze ed Arezzo,
Zacchin, che sembrerebbe del vicentino, è unico, Zacchini è
dell'area che comprende il fiorentino e l'aretino, il bolognese, la Romagna
ed il pesarese, Zacchino ha un piccolo ceppo nel latinense, uno molto consistente
a Nardò nel leccese ed uno a Palermo, Zaccone ha un nucleo principale
in Calabria, ma esistono ceppi, forse secondari nel materano, nel napoletano
e tra genovese e astigiano, Zacconi, molto raro, dovrebbe essere tipico
del maceratese, con un probabile ceppo secondario nel milanese. Tutti questi
cognomi derivano da modificazioni o dell'aferesi del nome Isacco
o, più frequentemente, da variazioni dell'apocope del nome Jacopo
(Jaco, Giaco, Zaco, ecc.), nel primo
caso, sono probabili ascendenze ebraiche. Nel 1500 troviamo a Rubiera (RE)
un notaio Francesco Zacchetti, così è riportato in un'iscrizione: "HOC CRISTI TABERNACOLO
ORNATUM EST M.D.XVII 5 IND. D. FRANCESCO CAVALLERINI MUTINA CAPELLANO PROCUR.
VIR. BOCa. IO.
P.NI CREMON. FAB.CE HER. EXACT. Et GAS. MILANA. FRAN.
ZACHE(etti)". |
| ZACCOLO
|
Zaccolo ha un piccolo ceppo a Latisana nell'udinese ed uno a Cagliari,
il ceppo friulano potrebbe derivare da una forma ipocoristica aferetica
dialettale derivata dal nome Isacco, il ceppo sardo, se dovesse essere
autoctono, potrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato
di stizzoso, forse una caratteristica comportamentale del capostipite. |
ZADRA
ZADRO |
Zadra sembrerebbe tipico della zona ce comprende Trento, Cles e Tres, Zadro,
decisamente più raro, ha un nucleo tra le province di Pordenone
e di Venezia, zona di San Vito Al Tagliamento e Cordovado (PN) e di Portogruaro
(VE) , dovrebbe derivare da un soprannome dialettale derivato dal vocabolo
dialettale zadro (teatro)
derivato a sua volta dal vocabolo latino Theatrum,
originato il soprannome probabilmente dall'abitare la famiglia
nelle prossimità di una località dove si tenevano rappresentazioni
teatrali. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso nel 1368
con il Notaio della Cancelleria Inferiore della Repubblica Serenissima
Girolamo Zadra, e a Pozzolo (VI) nel 1500 con un certo Giorgio De Zadra
citato in un atto del 1542. |
ZAFARANA
ZAFFARANA
ZAFFERANA |
Zafarana è siciliano, del nisseno, di Mazzarino, Niscemi, Gela,
Caltanissetta, di Siracusa e di Palermo, Zaffarana è tipico del catanese, di Catania, Militello
In Val di Catania e Caltagirone, Zafferana pure, anche assolutamente rarissimo,
e se si tratta probabilmente di un errore di trascrizione del precedente,
dovrebbe derivare dalla forma dialettale del toponimo Zafferana Etnea (CT).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zaffarana è forma geminata del cognome Zafarana dal siciliano
'zafarana' = zafferano,
dall'arabo "za'farān". Possibile
anche una derivazione dal toponimo Zafferana Etnea che però è
di fondazione piuttosto recente. Caracausi II 1726. |
ZAFFARANI
ZAFFARANO
ZAFFERANI
ZAFFERANO |
Zaffarani è tipicamente romano, Zaffarano è tipico del Gargano,
di Vico del Gargano e Vieste nel foggiano, Zafferani, molto raro, è
riminese, Zafferano ha qualche presenza nel materano ed un piccolo ceppo
a Cosenza, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti
coltivassero zafferano o che questo fosse oggetto dei loro commerci, spezia
il cui nome deriva dall'arabo azzafaran,
a sua volta derivato dal persiano sahafaran,
che nasce dal termine asfar (giallo). |
| ZAFFARESE
|
Quasi
unico è specifico del materano. |
ZAFFARONE
ZAFFARONI |
Zaffarone, quasi unico, è della Lombardia settentrionale, Zaffaroni,
decisamente lombardo, ha un ceppo nel comasco a Turate, a Limido Comasco,
ad Appiano Gentile, a Mozzate, e Guanzate, nel varesotto a Gerenzano, Saronno,
Cislago, Uboldo, Castellanza, Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Origgio,
Cassano Magnago e Cairate ed a Milano, Rescaldina, Legnano e Cerro
Maggiore nel milanese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dall'italianizzazione del termine
dialettale lombardo arcaico zaffranon
(zafferano bastardo o grogo, chartamus
tinctorius). |
ZAFFIRI
ZAFIRI |
Zaffiri è tipicamente abruzzese, del pescarese e dell'aquilano,
Zafiri sembra essere unico ed è probabilmente il frutto di un errore
di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome e cognome
albanese Shafir
o Saphir, non si può
escludere una derivazione dal termine arabo shafi
(mediatore) intendendo essere questo
il mestiere del capostipite. |
ZAGAGLI
ZAGAGLIA |
Zagagli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
di Zagaglia, che è specifico dell'anconetano, di Osimo in particolare
e di Castelfidardo, Falconara Marittima e Filottrano, di San Severino Marche
nel maceratese e di Roma, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine zagaglia (sorta
di lancia di origine africana), termine già in uso in
epoca medioevale, probabilmente riferito ad armati di fanteria. |
| ZAGGIA
|
Molto raro è specifico del
padovano, |
ZAGHI
ZAGHINI
ZAGO
ZAGOTTO |
Zaghi è specifico del ferrarese e rovigoto, Zaghini è tipico
di Rimini, Zago è tipico del Veneto, con un ceppo anche nel ragusano a Comiso in particolare ed a Vittoria e Ragusa, sia Zaghi che Zago sembrerebbero
avere un ceppo secondario in Piemonte ed uno nel milanese , Zagotto, molto
molto raro, è tipico del veronese orientale,
dovrebbero derivare dall'aferesi di toponimi quali: Massanzago nel padovano, Lorenzago nel bellunese,
Cazzago nel veneziano, Vanzago nel milanese, Sozzago nel novarese, ecc. Tracce importanti
di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1400
con il pittore di origini bergamasche Antonio Zago operante in tutto il
territorio veneto.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Una possibile derivazione potrebbe derivare dal fatto che Zago in dialetto
veneto è il nome con il quale viene chiamato un Chierico, cioè
uno che sta per diventare prete e a volte zaghi sono anche detti i chierichetti. |
ZAGLI
ZAGLIO
ZALLIO |
Zagli è tipico del fiorentino, di Firenze, Borgo San Lorenzo,
Scandicci, Bagno a Ripoli, Vicchio, Firenzuola e Fiesole, Zaglio invece
è decisamente lombardo dell'area bresciano mantovana, in particolare
di Lonato, Desenzano Del Garda e Brescia e di Castiglione Delle Stiviere
(MN), Zallio, molto molto raro, ha un ceppo nel genovese che dovrebbe essere
originario dell'alessandrino, la derivazione potrebbe essere da un'italianizzazione
del nome della Gens Sallia, ma appare
troppo lontana la zona d'influenza della stessa per quanto riguarda il
ceppo lombardo e piemontese, più probabile per questi una derivazione dal nome
personale medioevale latino Sallius
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale in una Carta
convenientie, finis et divisionis dell'anno 1184 a Ozzero nel
milanese: "Ego Sallius
filius quondam Petribelli de Morocaballo, de burgo Roxate, notarius ac
domini Friderici imperatoris missus, autenticum huius exenpli vidi et legi,
ita ut | in eo continetur legitur in isto, preter litteras plus minusve...". |
ZAGORDA
ZAGORDI
ZAGORDO |
Sia Zagorda, che Zagordi e Zagordo sono assolutamente rarissimi, quasi
scomparsi, potrebbero essere di origine calabrese, potrebbero derivare
dal nome greco Zagreus, si hanno tracce nel 1800 di una presenza di famiglie
Zagordo a San Marco Argentano (CS) e a Catanzaro.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zagordo è cognome calabrese dal termine dialettale 'zaguordu'
= uomo zotico. Rohlfs 279. |
| ZAIA
|
Zaia ha un ceppo nel trevisano, pordenonese ed udinese, uno nel rovigoto
con un ceppo, probabilmente secondario di origini venete, nel torinese
ed un ceppo nell'isola di Lipari nel messinese, che potrebbe anch'esso
essere di origini istriane e risalire al periodo fascista, al 1940 epoca della
deportazione a Lipari di friulani, sloveni e croati contrari al regime di allora.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Abbastanza comune in Friuli e nel Trevigiano, pare essere la forma
assunta in Italia dal cognome Zajc,
molto comune nei confinanti paesi di lingue slave. La parola vuol dire
lepre. Un secondo centro di irradiazione
del cognome è la Sicilia ma, con etimologie differenti, avendo il
termine siciliano origine araba. |
| ZAINO
|
Molto raro dovrebbe essere originario
della fascia che comprende Abruzzi, Lazio e alta Campania.
integrazioni fornite da Rossella
Santoro
L'intera famiglia è unica nel paese di Martina Franca provincia
di Taranto. Il nonno di mia madre era orfano, trovatello di guerra e il
cognome Zaino gli venne attribuito dal funzionario dell'orfanotrofio |
| ZALIANI
|
Assolutamente rarissimo, è
tipico del pavese, potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Pizzale
(PV). |
ZALLOCCHI
ZALLOCCO |
Zallocchi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Zallocco, che è tipico dell'area che comprende le province di
Macerata ed Ascoli Piceno, di Potenza Picena, Civitanova Marche e Morrovalle
nel maceratese e Montegranaro e Sant'Elpidio A Mare nel Piceno, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Zalochus
di cui abbiamo un esempio nella prima metà del 1500 con un certo
Zalocco inviato della Serenissima presso Solimano il Magnifico come si
evince dalle Sarracenicae Historiae Caelii Augustini
Curionis: "...Zalochus
ad Solymanum missus...". |
| ZALTRON
|
Tipico del vicentino, della zona di Schio e Marano Vicentino. integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
è un cognome vicentino che deriva dalla voce dialettale veneta
zaltron che significa cialtrone.
Cfr. D. Olivieri, I cognomi della Venezia Euganea, 1924, p. 233 |
| ZALUNARDO
|
Zalunardo, abbastanza raro, è tipicamente veneto, del trevisano
e del veneziano, di Venezia e Noale nel veneziano e di Paderno del Grappa,
Ormelle e Castelcucco nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome del capostipite,
che probabilmente aveva un nome composto dal nome Gianni,
alterato prima in Zanni e quindi per
apocope divenuto Za, unito al nome
Leonardo modificato dal dialetto in
Lunardo. |
| ZAMA
|
Zama ha un ceppo molto consistente a Faenza nel ravennate, con buone presenze
anche a Ravenna, Lugo, Russi, Bagnacavallo e Cotignola sempre nel ravennate
e ad Imola nel bolognese, un ceppo a Roma ed uno a Palermo, dovrebbe derivare
dal nome tardo latino Zama, ricordiamo
San Zama, Vescovo di Bologna, il cui culto si diffuse parecchio nell'areale
bolognese e ravennate, venne martirizzato nel III° secolo sotto Diocleziano. |
| ZAMANA
|
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del rovigoto, forse di origine
turca. |
ZAMARA
ZAMARO |
Zamara, assolutamente raro, sembra lombardo, Zamaro, molto raro, č tipico dell'udinese, dovrebbero derivare da una
contrazione dialettale del nome Gianmaria o Gianmario, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1400 a Sarezzo (BS)
con l'intagliatore, scultore ed ebanista Clemente Zamara. |
ZAMARCHI
ZAMARCO
ZAMMARCHI
ZAMMARCO |
Zamarchi è del veneziano e Zamarco della zona tra padovano e rovigoto,
Zammarchi ha vari ceppi, uno nel bresciano, a Castrezzato, Brescia e Lograto,
uno nel parmense a Parma e Mochio delle Corti, uno in Romagna a Cesena
e San Mauro Pascoli nel cesenate, nel riminese a Sant'Arcangelo di Romagna,
Rimini e Bellaria Igea Marina nel riminese, ed uno a Ravenna, in Toscana
ha un ceppo nel grossetano a Manciano e Semproniano, Zammarco sembrerebbe
unico, dovrebbero tutti derivare da una forma dialettale del nome Gian
Marco, probabilmente portato dai capostipiti. |
| ZAMARIAN
|
Zamarian è tipico della zona che comprende il veneziano ed il Friuli,
in particolare San Michele al Tagliamento e Portogruaro nel veneziano,
Morsano al Tagliamento nel pordenonese e soprattutto Latisana e Precenicco
nell'udinese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Zamarianus,
di probabili origini orientali, di cui abbiamo un esempio d'uso in epoca
imperiale romana: ".. Quod dictum graviter Imperatorem
pupugit ob culpam in altero dimittendo et in altero invitando admissam,
et in Claudium graviter commotus est Abuna, et Imperatorem in eumdem irritavit
et unde sumptum initium eiusdem in eum rebellionis et internecionis. Si
maiorem dilectionem nemo habet, Christi Domini testimonio, quam ut animam
suam ponat quis pro amicis suis, quae maior umquam extitit dilectio quam
illa qua dominus Zamarianus
tembenensis ex patrum amore fortunas, praefecturam, cognatos et filios
suumque caput in extremum periculum, vel potius perniciem proiecit? ..". |
| ZAMATI
|
Praticamente unico, potrebbe essere
di origine siciliana o calabrese e derivare da un soprannome legato al
vocabolo arabo Zamat (mucca) e starebbe ad indicare il mestiere del mandriano. |
ZAMBALDI
ZAMBALDO |
Zambaldi è un tipico cognome trentino, di Trento in particolare
e di Cavedine, Terlago e tutto il Trentino, Zambaldo, un poco meno diffuso,
è specifico invece del veronese, si dovrebbe trattare di cognomi
derivati dal nome Giambaldo
o Gianbaldo composto da Giovanni
che per aferesi e modificazione dialettale si trasforma in Zanni
e da Baldo. |
| ZAMBAGLIONE
|
Zambaglione, praticamente unico, è del potentino, potrebbe trattarsi
di un cognome di fantasia, basato su l termine dialettale arcaico zambaglione
(zabaglione o zabaione, una bevanda
a base di uova e liquore data per rinvigorire), cui forse il funzionario
borbonico dell'istituto di accoglienza attribuiva la causa della nascita
del capostipite, con molta probabilità un fanciullo abbandonato. |
| ZAMBARBIERI
|
Specifico della zona che comprende
alto piacentino, pavese, lodigiano e sudmilanese, potrebbe derivare dall'unione
dell'aferesi del nome Gianni, con il cognome Barbieri, per identificare
a quale schiatta dei Barbieri appartenesse il capostipite. |
ZAMBELLI
ZAMBON
ZAMBONI
ZAMBONIN
ZAMBONINI |
Zambelli è specifico della Lombardia centro orientale, del veronese
e dell'Emilia, dal reggiano al bolognese, Zambon è decisamente veneto,
con un ceppo anche nel latinense dovuto all'emigrazione forzata dei veneti
per bonificare le paludi Pontine durante il ventennio fascista, Zamboni
è specifico dell'areale che comprende bergamasco, bresciano, trentino
e veronese, mantovano, reggiano, bolognese e ferrarese, Zambonin è
decisamente veneto, del padovano in particolare, Zambonini è del
reggiano, con presenze anche in Lombardia ed in Veneto, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni, più
o meno dialettali, del nome Gianni
con l'aggiunta di aggettivi come bello
e buono (Gianni bello, Gianni
buono). |
ZAMBERLAN
ZAMBERLI
ZAMBERLIN
ZAMBERLINI |
Zamberlan ha un piccolo ceppo secondario nel mantovano, ma la zona d'origine
è il Veneto, dove è molto diffuso soprattutto nel vicentino,
a Vicenza, Sovizzo, Costabissara, Castelgomberto, Isola Vicentina e Bolzano
Vicentino, nel trevisano a Treviso, Roncade e Villorba, a Verona e ad Iesolo
nel veneziano, Zamberli, praticamente unico, è probabilmente il
frutto di un'errata registrazione di Zamberlin, che, come Zamberlini, sembrerebbe essere unico, e parrebbe triestino, dovrebbero derivare, attraverso alterazioni, dal
nome medioevale Zamberla, citato ad
esempio in un atto del quattro dicembre 1219 a Bergamo, con il quale un
certo Zamberla della Pusterla riceve in locazione perpetua una vigna di
proprietà del Monastero bergamasco di Astino, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal
termine veneto arcaico zamberlo (lunga
e larga veste di panno pesante), forse a caratterizzare il capostipite
come un uomo freddoloso.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zamberlan è cognome veneto che significa 'ciambellano'
Olivieri, 211. |
ZAMBITO
ZAMMIT
ZAMMITI
ZAMMITO
ZAMPITO |
Zambito è specifico siciliano della zona di Favara, Agrigento, Montallegro
e Siculiana, Zampito è un errore di trascrizione del precedente,
Zammit, ha sparute presenze nel romano ed in Sicilia, Zammiti è
praticamente unico, Zammito è ben presente in Sicilia ad Aragona
nell'agrigentino ed a Palermo, Valledolmo, Termini Imerese e Carini nel
palermitano, potrebbero essere di origine maltese e derivare da un soprannome
per compagno del cuore, ma non si può
escludere una derivazione dal nome ebraico Zaham.
Esiste un'ipotesi che li farebbe derivare dal termine yiddish Zamit, che
indica una regione della Lituania, ma la cosa appare assolutamente improbabile. |
ZAMBOTTI
ZAMBOTTO |
Zambotti è tipico del Trentino, della zona di Fiavè in particolare,
Zambotto invece è più propriamente veneto, dell'area che
comprende le province di Verona, Vicenza e Padova, dovrebbero derivare
da soprannomi dialettali originati dal vocabolo zampa. |
ZAMBRA
ZAMBRINO |
Zambra è tipico del comasco, di Nesso e Como, con un piccolo ceppo
anche a Canal San Bovo in trentino, potrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale arcaico comasco zambra
(zimarra, una specie di soprabito molto
elaborato e decorato o lunga vestaglia, con maniche molto larghe, usata
dalle persone di riguardo), forse ad indicare che il capostipite fosse
abituato ad indossarla spesso. |
| ZAMBRI
|
Zambri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Città di Castello
nel perugino ed uno a Venosa nel potentino, potrebbe derivare dal nome
ebraico medioevale Zambri, ricordiamo
con questo nome uno dei dodici maestri rabbini convocati a Costantinopoli
da Sant'Elena, la madre dell'imperatore Costantino, per discutere sulla
conversione al cristianesimo del figlio Costantino e che vennero sopraffatti
dalla logica di San Silvestro che, secondo la leggenda, arrivò a
dimostrare la collusione del rabbino con il demonio. |
ZAMBRINI
ZAMBRINO |
Zambrini sembra essere specifico dell'area di Imola nel bolognese e del
ravennate, Zambrino, molto, molto più raro, dovrebbe essere del
potentino, potrebbero derivare dal nome Zambrino
citato anche da Vincenzo Monti nella sua tragedia Galeotto
Manfredi Principe di Faenza dove appunto Zambrino è uno
dei personaggi. |
ZAMBROTTA
ZAMBROTTI
ZAMPROTTA |
Zambrotta è assolutamente rarissimo, Zamprotta è sempre molto
raro, dovrebbero essere originari di Caserta, Zambrotti è quasi unico, potrebbero derivare da un
soprannome legato al vocabolo di origine araba zahamt
(mucca).
integrazioni e stemma forniti da Prof. Italo Zamprotta
Il cognome originale di queste famiglie era Zianfrocta.
Famiglia dimorante a Gaeta nella prima metà del XV° secolo.
La notizia è ricavata da Ristampe Capuane,opera
catalogata nella Biblioteca del Museo Campano di Capua. La cronistoria
è firmata nel 1925 dall'Avv.Luigi Rotondi. Da questa famiglia Zianfrocta
derivano le attuali famiglie Zamprotta, Zambrotta, Gianfrotta, Gianfrocca,
Cianfrocca.
Il personaggio più antico finora ritrovato è Guglielmo Zambrotta,
citato in un documento del 6 febbraio 1338 della Certosa
di Padula, in cui l'Abate Nicola del Monastero di S.Maria di
Cadossa e Signore del casale di Casalnuovo, convoca gli uomini di quella
università e li interroga su alcune consuetudini e comportamenti
(cfr.C.Carlone, I regesti dei documenti della certosa di Padula [1070-1400]),
p.121, 1996. Il cognome Zambrotta è attestato a Lagonegro, con la
variante Zambrotti, quest'ultima emigrata
nel XIX° secolo a S.Pietro al Tanagro (cfr.G. Rohlfs, Dizionario storico
dei cognomi in Lucania, pp.205-6, Longo, Ravenna, 1985). Il Can.Giuseppe
Zambrotti di Casalnuovo (richiamato nel Catasto onciario del 1753)
nel 1747 pubblicò a Napoli un volumetto di Poesie toscane e latine
dedicato al Re Carlo di Borbone, in occasione della nascita dell'Infante
Filippo (cfr.Biblioteca Nazionale Centrale, Roma). Nel Catasto onciario
di Caserta e Casali del 1749, invece, risultano residenti a S.Barbara di
Caserta il mastro falegname e proprietario terriero Giuseppe Zambrotta
(1707) e la sorella Elisabetta (1704), coniugata col nobile napoletano
Prisco Dell'Aquila, con le rispettive famiglie, e una Maddalena Zamprota
(1702), coniugata con Angelo Cervone e residente a S.Maria Capua Vetere
(Catasto onciario della Provincia di Terra di Lavoro-Distretto di Capua-S.Maria
Capua Vetere (1754). |
ZAMBUTO
ZAMMUTO |
Rarissimo, Zambuto è tipico della Sicilia sudoccidentale, di Agrigento in particolare,
di Ribera e Favara nell'agrigentino e di Acate nel ragusano, Zammuto, rarissimo,
dovrebbe essere originario anch'esso dell'agrigentino, dovrebbero derivare
da un soprannome basato su alterazioni dialettali del vocabolo arabo zahamt
(mucca) e starebbe ad indicare il mestiere del mandriano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Zammuto è cognome siciliano variante di Zambuto che deriva dall'arabo
'samūd' o 'samūt'
= taciturno, silenzioso. Caracausi
II 1729. |
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