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ZANI
ZANIN
ZANINI
ZANINO
ZANINELLI
ZANINELLO
ZANNI
ZANNINI
ZANNINO
ZANNON
ZANNONE
ZANNONI
ZANNOTTI
ZANO
ZANOLA
ZANOLI
ZANOLO
ZANON
ZANONCELLI
ZANONCINI
ZANONI
ZANOTTI
ZANOTTO
Zani è tipico della Lombardia ed Emilia, Zaninelli è tipico del bresciano, veronese e cremasco, Zaninello è tipicamente veneto di hioggia (VE) e Rosolina (RO), con un ceppo anche nell'udinese a Torviscosa, Cervignano del Friuli ed Aquileia, Zanin è specifico delle Tre Venezie, Zanini è comune in tutto il nord,  Zanino, rarissimo è piemontese, Zanni è molto diffuso in tutto il nord, nelle province di Roma e Caserta ed in Puglia, Zannini ha ceppi in Veneto, Lombardia, Emilia, Marche, Lazio e tra casertano e napoletano, Zannino ha un ceppo nel reggino, ed uno nel casertano, Zannon, quasi unico, dovrebbe essere veneto, Zannone, molto raro, sembrerebbe originario della zona tra casertano e napoletano, di Teano e Carinola nel casertano in particolare, Zannoni è molto diffuso in Veneto, nel vicentino e trevisano in particolare, in tutta l'Emilia e Romagna, con massima concentrazione nel reggiano e nel ravennate, ceppi anche nel genovese e spezzino, nel viterbese e nel romano, Zannotti ha un ceppo a Livorno, uno nell'anconetano a Cupramontana, San Paolo di Jesi, Jesi, Castelbellino e Maiolati Spontini, uno a Roma ed uno nel foggiano a Torremaggiore, Zano, molto raro, è del casertano, Zanola ha un ceppo a Brescia e nel bresciano, a Serle, Botticino, Flero, Rezzato, Poncarale, Leno, Paderno Franciacorta, Montichiari e Bagnolo Mella, ed uno nel verbanese a Domodossola e Crodo ed a Borgosesia nel vercellese, Zanoli ha un ceppo nel novarese e verbanese, uno lombardo, soprattutto concentrato nel bergamasco, sondriese e bresciano, e nel veronese, ed uno emiliano, nel modenese e bolognese, e romagnolo, nel forlivese e ravennate, Zanolo è decisamente pimontese, soprattutto del torinese, Zanon è diffusissimo nelle tre Venezie, Zanoncelli è rarissimo e specifico del sudmilanese, Zanoncini è rarissimo e sembrerebbe della zona di confine tra Lombardia e Veneto, Zanoni è specifico della Lombardia, Emilia e Veneto e Trentino occidentale, Zanotti potrebbe avere almeno tre ceppi, in Lombardia, nel trentino e veronese e nel reggiano, modenese, bolognese e Romagna, Zanotto è diffusissimo in tutto il Veneto, con un ceppo anche nell'alessandrino, derivano tutti da variazioni dialettali e da modificazioni ipocoristiche o accrescitive di forme aferetiche del nome Johannes, Johanni (Gianni, Giani, Zani, Zanni).  Solo a titolo di esempio, per dimostrare la presenza fin dal 1300 del nome Zani e derivati, citiamo: in un registro notarile della provincia di Sondrio, all'anno 1379 troviamo: un'nvestitura fatta dai fratelli iGiovanni e Laudino fu Andrea di Tresivio a favore di Menega, detta Menegozza, fu Zani Tondelli di Tresivio, moglie di detto Giovanni, della somma di lire 129 e soldi 5 imperiali quale dote e antefatto o donativo per le nozze. Notaio Francescolo fu Zanni Venosta. ...", verso la fine del 1300 troviamo operante a Sondrio il notaio Zanino fu Negro Bugnoni di Grosio.
notizie ulteriori  fornite da Daniele Todeschini
Zani (Zannis da Astoribus, Zanni, Zagni, Zanini, Zanoni, Zanetti) è una famiglia originaria di Dossena BG e precisamente del casato degli Astori.
ZANICHELLI Zanichelli è tipico di parmense, reggiano e modenese, ma è specifico di Parma e Reggio Emilia, dovrebbe derivare dal nome medioevale Zanichellus, forma ipocoristica di Zani, contrazione dialettale del nome Giovanni, di quest'uso abbiamo un esempio a Monza nel 1246 in quest'atto: "...Ubertinus filius quondam Obizonis de Puteo, Zanichellus et Senus et Zarus et Marchixius et Barberius et Guifredus filii Januarii Belincasa, in loco Bevera Iohannes et Albertus qui dicuntur Gazari,...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio in una lettera inviata dal celebre filosofo tedesco Leibnitz a nel 1714: "Viro celeberrimo Johanni Hieronymo Zanichello - Godefridus Guilielmus Leibnitius S. P. D.- Egregio me nunere ornasti missa de Ferro ejusque Nive dissertatione multam eruditionem physicam spirante. Eoque magis me Tibi obstrictum fateor, quod in hominem vix nomine notum hoc beneficium collocasti....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Zanichelli deriva dal nome proprio medievale Joannichellus, uno dei tanti derivati di Johannes, è mosso il nostro cognome, discretamente diffuso nel Modenese. Ricordo qui che la celebre famiglia dei librai ed editori Zanichelli di Bologna è d'origine modenese e gestiva, nell'Ottocento, la libreria che fu poi Bassi e Nipoti ed ora Panini, sotto il Portico del Collegio San Carlo, in Via Emilia. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
ZANIER
ZANIERI
ZANNIER
Sia Zanier che Zannier sono specifici di tutto il Friuli, Zanieri è tipicamente toscano, di Prato, Firenze e del fiorentino in particolare, si dovrebbe trattare di formule cumulative in -ieri, dove il suffisso sta ad indicare quelli di, riferito alla forma aferetica dialettale Zani o Zanni, derivata dal nome Giovanni, probabilmente portato dal padre dei capostipiti, secondo un'altra teoria questi cognomi deriverebbero invece da modificazioni dialettali del nome Gennaro, attribuito a bambini nati nel mese di gennaio, e probabilmente portato dal capostipite secondo questa ipotesi.
ZANIGNI Estremamente raro parrebbe avere un ceppo tra mantovano e bresciano ed uno nel forlivese e riminese, dovrebbe derivare dal nome Zani (Giovanni).
integrazioni fornite da Renata Cherubini
Cognome tipico dell'Emilia Romagna in particolare di San Mauro Pascoli dove si trova la maggior parte degli Zanigni.Tutti gli Zanigni sono parenti e si conoscono tutti perchè questo cognome deriva probabilmente dal cognome Zani ed è diventato Zanigni al massimo un secolo,un secolo e mezzo fa a causa di una strana malattia di un componente di questa famiglia.
ZANINETTI
ZANINOTTI
Zaninetti è tipico della zona che comprende le province di Biella, Verbania e Novara, dovrebbe essere originario della zona di Borgomanero e Fontaneto D'Agogna (NO), Zaninotti, molto molto raro, è tipico dell'udinese, derivano da forme ipocoristiche di modificazioni dialettali del nome Giovanni (Zani).
ZANIRATO Zanirato è specifico di Rovigo ed Adria nel rovigoto, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in lingua veneta, con terminazione in -ato per figlio di, relativa ad una forma dialettale aferetica di un ipocoristico del nome Giovanni.  Tracce di una famiglia di mastri falegnami Zanirato a Rovigo e nel rovigoto le troviamo fin dalla seconda metà del 1700.
ZANOBI
ZANOBINI
ZANOBIO
ZENOBI
ZENOBINI
ZENOBIO
Zanobi ha un nucleo a Roma e Viterbo, un piccolo ceppo toscano ed uno emiliano, Zanobini è sicuramente toscano, Zanobio è quasi unico, Zenobi ha un ceppo marchigiano, uno romano ed uno nel teramano, Zenobini è pugliese, di Galatone (LE), Zenobio, molto molto raro,  ha un piccolo ceppo laziale, uno pugliese ed uno siciliano, tutti questi cognomi derivano direttamente o tramite ipocoristici dal nome latino di origine greca Zanobius o Zenobius di cui abbiamo un esempio in questo tersto del 1433 su San Zenobio: "...Item deliberaverunt quod provisor Opere vendere teneatur domino Ghuiglielmo Tanaglia pro loco ubi Sanctus Zenobius resuscitavit unum mortuum coram sua domo pro pretiis consuetis...".
ZANTEDESCHI Tipico veronese, dovrebbe derivare da Gianni dei Tedeschi, traccia di questo cognome la troviamo a Verona alla fine del 1700 con Francesco Zantedeschi che insegnò Fisica e Filosofia all'Università di Venezia.
ZANUCCHI
ZANUCCOLI
Zanucchi è quasi unico, forse lombardo, Zanuccoli è specifico della zona di Cesena e Cesenatico nella provincia di Forlì e Cesena, dovrebbero derivare da modificazioni ipocoristiche dialettali del nome Giovanni, prima contratto in Gianni, poi alterato dal dialetto in Zani e quindi nelle forme vezzeggiative riportate.
ZANUS
ZANUSSI
ZANUSSO
Zanus, estremamente raro, è tipico del trevisano e del veneziano, Zanussi è specifico del trevisano e del Friuli, Zanusso è diffuso nel trevisano e nel veneziano, derivano da modificazioni dialettali del nome Giovanni, Zanni o Zani  in dialetto veneto unito al diminutivo dialettale in us equivarrebbe perciò a Giovannino.
ZANUT
ZANUTTI
ZANUTTO
Zanut, estremamente raro, è della provincia di Pordenone e Treviso, Zanutti è abbastanza raro ed è specifico dell'udinese, Zanutto, decisamente più comune, è diffuso nell'udinese e nel veneziano, derivano da modificazioni dialettali del nome Giovanni, Zuàn in dialetto friulano unito al diminutivo dialettale in ut equivarrebbe perciò a Giovannino.
ZANZA Zanza è decisamente sardo, di Bosa nell'oristanese e di Bonorva nel sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda con il significato di culla a dondolo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ZANZA: atzànda, tzanda, zanda (vedi il cognome Zanda o anche Tanda), zanza, athanda, thanda, tanda = rosolaccio o papavero dei campi; in Campidano babbabòi o pabaule o papaule, etc. dall'italiano papavero, dal greco παπάβιε (papabie). Atzanda, athanda, tanda etc, potrebbe derivare, secondo il Wagner, dalla radice afro iberica ναντί (nantì) = papavero. Attualmente il cognome è presente in 32 Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna: Bosa 26, Bonorva 20, Ploaghe 6, etc.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo D. Olivieri (I cognomi della Venezia Euganea, 234) Zanza viene dal veneto 'zanza' = ciancia. In Sardegna può essere variante barbaricina del cognome Tanda, Zanda e pertanto significare anch'esso "rosolaccio, papavero dei campi", oppure variante del cognome Sancia e corrispondere al personale spagnolo femminile Sancha o catalano Sança. Fonte: M. Pittau, Diz. cogn. Sardegna, 3, 320.
ZANZI
ZANZO
ZANZOTTI
ZANZOTTO
Zanzi ha un ceppo nel nordmilanese e varesotto ed uno nell'area che comprende il ferrarese ed il ravennate soprattutto, con ramificazioni anche nel bolognese, Zanzo è specifico del veneziano, di Martellago e Salzano, Zanzotti, rarissimo, è tipico di Denno nel trentino, Zanzotto, ancora più raro è del veneziano, si dovrebbe trattare di forme dialettali di aferesi del nome Giovanni e di suoi ipocoristici.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Zanzi e Zanzotti sono cognomi veneti dal ven. Zànze = 'Angela'. Olivieri 130.
ZANZOTTERA Zanzottera è tipicamente lombardo, del milanese, di Busto Garolfo, Legnano, Inveruno, Milano, Santo Stefano Ticino, Arconate, Villa Cortese, Canegrate e Magenta, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale legnanese arcaico per zanzara.
ZAPATA
ZAPPATA
ZAPPATO
Zapata, quasi unico, sembrerebbe dell'area emiliana, Zappata ha un ceppo a Comacchio nel ferrarese e presenze nel ravennate e nel bolognese, Zappato, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbero derivare da soprannomi, anche dialettali, basati sul termine zappata (colpo di zappa), forse a ricordare il mestiere del capostipite o un episodio particolare della vita dei capostipiti, ricordiamo che esiste il modo di dire zappata sui piedi, per dire che l'azione fatta ha prodotto nocumento a chi l'ha fatta.
ZAPPA
ZAPPACOSTA
ZAPPELLA
ZAPPELLI
ZAPPULLA
ZAPPULLO
Zappa ha un grosso nucleo in Lombardia, ma dovrebbero esistere ceppi tra Molise ed Abruzzi, nel napoletano, nel palermitano e nel genovese, Zappacosta è tipico del pescarese e chietino, Zappella è tipico del bergamasco, di Cividate Al Piano, Casazza, Calcio, Romano Di Lombardia, Villa Di Serio e Gorlago, con un piccolo ceppo anche a Napoli dovuto forse ad errori di trascrizione, Zappelli, molto raro, dovrebbe essere originario del lucchese e pisano, Zappulla è originario del siracusano, Zappullo, molto raro, sembrerebbe del salernitano, di Castel San Giorgio e di Mercato San Severino in particolare, dovrebbero derivare tutti da un soprannome legato al mestiere del contadino, mentre per le varianti siciliane, potrebbe esserci una derivazione dal toponimo Zappa (ME).
ZAPPALA'
ZAPPALE
Zappalà è tipico della Sicilia orientale, del catanese in particolare, Zappale è praticamente unico, potrebbero derivare
dal cognome greco simile Tsapalàs.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Cognome quasi estinto, Zappale è oggi registrato solo nella città di Salerno, ed è riconducibile ad un unico ceppo familiare, essendo il cognome di due anziani e stimati fratelli, validissimi insegnanti di matematica, probabilmente originari del piccolo centro di Cologna, situato alle porte del capoluogo campano.  Per ciò che concerne l'origine del cognome, è ipotizzabile la derivazione per errore di trascrizione anagrafica dal cognome Zappalà, ben più diffuso e di chiara provenienza siciliana (Catania e provincia), in alcuni casi registrato anche nella forma priva di accento Zappala.  La forma cognominale Zappalà, di probabile derivazione greca o neogreca (dal cognome Tsapalàs) o addirittura araba (dal nome izz-bi-Allàh, con il significato di potenza di Allàh, di Dio), si sarebbe quindi innestata nei secoli scorsi nel Salernitano nella attuale e unica forma Zappale. Un ipotesi divergente indurrebbe a considerare il ceppo salernitano Zappale come autonomo rispetto ai vari ceppi siciliani Zappalà e Zappala dai quali si era precedentemente ipotizzata l'origine: in tal caso, il cognome potrebbe derivare dalla cognominizzazione del vocabolo zappa, inteso come strumento agricolo, o dal termine dialettale zappale, designante una sorta di ferro rettangolare sporgente dal muro, posto in passato nelle case rurali in prossimità di portoni e adoperato come appendiabiti o scarponi infangati per chi era di ritorno dal duro lavoro dei campi.  Dal punto di vista documentale, la più antica attestazione della presenza dei Zappale in Campania è riconducibile alla seconda metà del Seicento e si riferisce alla figura del parroco don Andrea Zappale, Segretario del  Vescovo di Nicastro (dal 7 luglio 1682) Mons. Nicola Cirillo.
ZAPPALAGLIO Zapparoli è tipico del mantovano e del vicino modenese e ferrarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di contadino svolto dal capostipite.
ZAPPALORTI
ZAPPALORTO
Zappalorti è decisamente toscano dell'aretino e di Marciano della Chiana in particolare, Zappalorto oltre al ceppo toscano a Prato, Sovicille e Sinalunga nel senese e Foiano della Chiana nell'aretino, ha un piccolo ceppo veneto, soprattutto a Povegliano nel trevigiano, ed uno abruzzese a Chieti, dovrebbero entrambi derivare da soprannomi, probabilmente dispregiativi, che abbinano al concetto di saper solo zappare, attribuito al capostipite, quello riduttivo delle piccole dimensioni di un orto.
ZAPPAROLI Zappalaglio, molto molto raro, è un cognome tipico della bassa bergamasca, di Pumenengo in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'attività di contadino probabilmente svolta dal capostipite.
ZAPPATERRA Zappaterra è tipicamente emiliano, dell'area ferrarese, di Ferrara, Copparo, Portomaggiore, Bondeno, Migliarino, Berra e Codigoro e di Bologna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'attività di contadino probabilmente svolta dal capostipite, ma è pure possibile che sia stato utilizzato il termine zappaterra in modo dispregiativo ad identificare una persona incolta se non analfabeta, lo stesso Pirandello utilizza il termine in questa accezione.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Zappaterra è un cognome d'origine soprannominale ed indica «lavoratore dei campi», come Zappalorto. Lo riscontriamo nel Carpigiano. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
ZAPPATORE
ZAPPATORI
Zappatore è tipicamente pugliese, del foggiano, del tarentino e soprattutto del leccese, Zappatori, quasi unico, sembrerebbeuna forma alterata del precedente riscontrabile nel centro Italia, questo cognome dovrebbe derivare da soprannomi attribuiti a capostipiti che di mestiere facessero gli zappa terra, fossero cioè dediti ai lavori agricoli più umili.
ZAPPAVIGNA Ha un ceppo nel reggino, uno nel parmense e forse uno piemontese, deriva da soprannomi legati all'attività di coltivatore di vigneti.
ZAPPIA Tipico calabrese del reggino in particolare, con un ceppo importante anche a Genova, potrebbe derivare da un toponimo greco.  Tracce di questo cognome le troviamo a Bovalino (RC) già nel 1600 con un certo Gioanni Zappia agricoltore e, nello stesso secolo a Tropea (VV) con un certo Gaspare Zappia possidente.
ZAPPETTI
ZAPPETTINI
ZAPPETTINO
ZAPPETTO
Zappetti, molto molto raro, ha qualche presenza sparsa nel settentrione ed una nel teatino, Zappettini ha un ceppo ligure, a Chiavari, Sestri Levante, Lavagna e Ne nel genovese ed a Varese Ligure nello spezzino, ed un ceppo a Montichiari e Calvisano nel bresciano, Zappettino e Zappetto sono praticamente unici, potrebbero essere liguri, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi legati a mestieri agricoli esercitati probabilmente dai capostipiti, adusi evidentemente all'uso di piccole zappe nel loro lavoro.
ZAPPONE
ZAPPONI
Zappone ha un nucleo molisano a Cercemaggiore e Campobasso nel campobassano, un piccolo ceppo a L'Aquila, uno a Roma e Terracina nel latinense ed uno in Calabria a Palmi e Taurianova nel reggino, Zapponi ha un ceppo lombardo a Pontevico (BS), Cremona e Felonica nel mantovano, ha un piccolo ceppo a Carrara ed uno a Roma e Tivoli, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche accrescitive derivate da Zappa, probabilmente ad indicare l'attività contadina del capostipite.
ZARA Ha vari ceppi in Sardegna sia nel settentrione che nel meridione dell'isola, che potrebbero derivare dal toponimo Atzara (NU), nel veneziano, nel goriziano e a Trieste dove potrebbe derivare dal toponimo dalmatico omonimo, nel ternano, nel Molise e nel casertano, in alcuni casi potrebbero essere dei matronimici e derivare dall'aferesi di nomi come Lazzara o Cesara, in altri casi l'origine e da ricercarsi in nomi di località.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ZARA: viene dall'arabo az-zarh e significa dado, da cui deriva appunto azzardo, gioco d'azzardo. In spagnolo abbiamo asar e in francese hasard. Si tratta di un cognome diffuso in tutta Italia, in 464 Comuni. Il ceppo più consistente lo troviamo a Caserta, con 261 presenze; Roma 96, Venezia 92, Milano 60, Torino 57, Genova 31. In Sardegna è presente in 72/377 Comuni: Sassari 170, Guasila 90, Cagliari 89, Ittiri 75, Samassi 67, Iglesias 58.
ZARABOLDI Zaraboldi è un cognome estremamente raro, circoscritto al genovese, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome germanico Haribald, probabilmente portato dal capostipite.
ZARAMELLA Tipico di Padova e dintorni, potrebbe derivare dall'etnico di Zara, modificato in forma dialettale o anche da soprannomi legati al vocabolo caramella ad indicare la dolcezza di carattere del capostipite, poco probabile il collegamento con il termine ciaramella tipico di altre zone del centro Italia e del sud in particolare (vedi Ceramelli ). Di questo nome si hanno tracce ad esempio nel Baldus di Teofilo Folengo (1491-1544): "...His bagatellandi tantum gallantiter artem, incipit, ut nunquam melius Zaramella giocavit ante ducam Borsum...".
ZARANTINO Zarantino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del palermitano, zona di Bagheria, ma non è da escludere un'origine dalla provincia di Catanzaro, da Pentone, una possibile ipotesi è che si tratti di una forma aferetica dell'etnico di Mazara (TP).
ZARANTONELLO Tipico del vicentino, deriva dal nome composto Giannantonio o Zuan Antonio.  L'esistenza dell'uso di questo nome composto in epoca antica è dimostrata tra l'altro da questo lasciapassare del 1512, presente nell'archivio di Stato di Bergamo: "...Sia lassati andar li infrascritti, come homini liberi et licentiati da noi et altra volta fatti presoni per andar a Caravazo. In quorum fidem, etc. Bergomi, die 9 februarii 1512. Zuan Antonio de Caravazo, Jacomo Nava, Ambrosio Console. Iohannes Antonius Cancellarius."
ZARATIN
ZARATINI
ZARATINO
ZARATTIN
ZARATTINI
Zaratin, decisamente veneto, ha un ceppo a Paese nel trevisano ed a San Donà di Piave nel veneziano, Zarattin, molto molto raro, è tipico di Venezia, Zaratini e Zaratino sono quasi unici, Zarattini ha un ceppo nel veronese a verona e San Bonifacio ed uno nel ferrarese a Comacchio ed Ostellato, con piccole presenze anche nel trevisano e padovano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'etnico della città di Zara nell'attuale Croazia, antico territorio della Repubblica Serenissima di Venezia, con il termine di zaratin o zarattin infatti venivano chiamati i veneziani provenienti da quella città.
ZARBO Tipico dell'agrigentino di Palma di Montechiaro e Licata, potrebbe derivare da nomi di località, Zarbo è stata una baronia nel 1500, con il nome Zarbo troviamo località nell'agrigentino, nel trapanese e nel palermitano, con il termine zarbo o zàbbu si identificavano i serbatoi per la raccolta delle olive prima della molitura, quindi è pure possibile una derivazione da quel termine ad indicare l'attività o caratteristiche del luogo d'abitazione del capostipite.
ZARDI
ZARDO
Zardi ha un ceppo nell'area che comprende il mantovano, il cremonese, il piacentino ed il parmense e in quella che comprende il ferrarese, il ravennate ed il bolognese, Zardo, tipicamente veneto, è diffuso nel vicentino, trevisano, padovano e veneziano, questi cognomi dovrebbero derivare da una forma aferetica del nome medioevale di origine germanica Guizzardo (vedi GUIZZARDI).
ZARI Zari è tipico del fiorentino, dovrebbe derivare dall'aferesi di un cognome come Lazzari o dall'aferesi di modificazioni dialettale del nome Cesare.
ZARLENGA
ZARLENGO
ZARLINGA
ZARLINGO
ZERLENGA
ZERLENGO
Zarlenga ha un ceppo romano, ma il nucleo originario dovrebbe essere molisano, probabilmente la zona di Pietrabbondante nell'iserniese, Zarlinga, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Zarlengo, molto molto raro, anch'esso di origine molisana, è del napoletano, Zarlingo, praticamente unico è una variante del precedente, così come Zerlenga, anch'esso del napoletano, e l'unico Zerlengo, tutti questi cognomi dovrebbero essere di origini albanesi, anche se non si può escludere una discendenza longobarda più antica.
ZARO Ha un ceppo nel varesotto, uno nel trevisano ed uno nel goriziano, potrebbero derivare dall'aferesi di toponimi come San Lazzaro, molto presenti in tutt'Italia, ma è abbastanza probabile anche una derivazione dal nome medioevale Zarus di cui abbiamo un esempio a Monza nel 1246 in quest'atto: "...Ubertinus filius quondam Obizonis de Puteo, Zanichellus et Senus et Zarus et Marchixius et Barberius et Guifredus filii Januarii Belincasa, in loco Bevera Iohannes et Albertus qui dicuntur Gazari,...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del 1700 in quest'atto conservato a Vicenza: "...Per il reverendissimo signor canonico don Giovanni Checcozzi contro li Francesco Zaro pupilo di Giovanni Maria Colombara erede...".
ZARRILLI
ZARRILLO
Zarrilli è tipico di Calitri (AV), Zarrillo è tipico del casertano, di Marcianise in particolare, ma presente comunque in modo significativo anche a Capodrise e Capua, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale campano zarro (incespico, inciampo, piccolo ostacolo), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel casertano fin dal 1500.
ZARZANA Molto molto raro sembra specifico della Sicilia occidentale, di Partanna (TP) in particolare, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del toponimo Mazara del Vallo nel trapanese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Zarzana è cognome siciliano variante di Sarzana. dal comune omonimo in provincia di La Spezia che deriva dal gentilizio latino Sergius con suffisso prediale -ana. Caracausi II 1457.
ZATTA
ZATTI
ZATTIN
ZATTINI
ZATTINO
Zatta è tipico della fascia che dal padovano, via trevisano, va al bellunese, Zatti ha un ceppo nel bresciano, uno nel padovano e veneziano ed uno nel pordenonese ed udinese, Zattin è specifico del padovano, Zattini è romagnolo del ravennate e soprattutto del forlivese, Zattino è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche anche dialettali, dal vocabolo dialettale veneziano satta o zatta (zampa, chele), potrebbero perciò avere quindi un origine simile a quella del cognome Zampa.
ZAOLI
ZAULI
Zaoli, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, Zauli è tipico del ravennate, di Faenza, Ravenna, Solarolo, Lugo, Russi, Brisighella e Cotignola, di Forlì e di Bologna ed Imola nel bolognese, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine medioevale latino zabulus (diavolo), a sua volta derivato dal bizantino ???????, del quale abbiamo un esempio d'uso riferito al XII° secolo: "..Nam cum, exhausto corpore atque defecto, perceptionem cibi biduano ieiunio distulisset, accedenti ei ad refectionem die postero, [Plerique cum Dionysio legunt: Veniens diabolus. Sed noster etiam Manuscript. Plantinianae lectioni favet, et est satis familiare Patribus diabolum Zabuli vocabulo designare. ...Sic ille, significans Zabulum dictum pro diabolo, ".
ZAVAGLI
ZAVAGLIA
ZAVAGLINI
ZAVAGLIO
Zavagli è tipico dell'area che comprende il bolognese, il forlivese, il fiorentino e l'aretino dove a Bibbiena raggiunge la massima diffusione, Zavaglia ha un ceppo nel milanese, uno tra forlivese e riminese, uno a Roma ed uno in Calabria, soprattutto nel reggino, Zavaglini, assolutamente rarissimo, occupa lo stesso areale, di Zavagli, Zavaglio è tipicamente lombardo del cremonese e del bresciano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale zavaj (inciampo), probabilmente causati dalla balbuzie dei capostipiti, al sud più probabilmente derivano dal termine grecanico zabai pronunciata zavaj (arma da guerra), forse ad indicare nei capostipiti degli uomini d'arme.
ZAVANONE Zavanone, molto molto raro, è tipico dell'alessandrino e del vicino genovese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una deformazione dialettale dell'accrescitivo del nome Giovanni.
ZAVARELLA
ZAVARELLI
Zavarella è specifico di Pratola Peligna (AQ), Zavarelli, etremamente raro, parrebbe di Alba Adriatica nel teramano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Zavarella, piuttosto raro, è tipico dell'aquilano, Zavarelli, rarissimo, sembra anch'esso abruzzese ed è presente sia nell'aquilano che nel teramano, entrambi questi cognomi derivano da una variante del termine ciavarello o ciavarella, voce arcaica o dialettale col significato di capretto/a: l'origine di questo vocabolo va ricercata nell'antico francese chevrel/elle (italianizzato appunto in ciavarello/a, ma non solo), con uguale significato. Il cognome, dunque, deriva o dal mestiere svolto dal capostipite
(probabilmente un pastore o un capraio) oppure da una sua caratteristica fisica o comportamentale (talvolta, infatti, il termine ciavarello/a poteva essere utilizzato anche come soprannome per un ragazzo o una ragazza, come a voler indicare una similitudine fra la giovinezza degli esseri umani e la tenera età dei capretti).
ZAVATTA
ZAVATTI
ZAVATTIN
ZAVATTINI
ZAVATTO
ZAVATTONI
Zavatta sembra specifico del riminese, Zavatti ha un ceppo lombardo nel cremonese e mantovano, uno emiliano nel modenese, bolognese e ferrarese, ed uno romagnolo nel forlivese e riminese, Zavattini sembra avere un ceppo nel mantovano ed uno nel riminese, Zavatto è specifico di Cetraro nel cosentino, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da variazioni dialettali del vocabolo ciabatta o ciabattino e possono stare ad indicare il mestiere del calzolaio svolto probabilmente dai capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel diario tenuto dal curato Zavattoni di Verano Brianza nel milanese, che notava nel registro dei battesimi: " lo anno 1627 non maturò mai il miglio ne mancho il panico verso la montagna et ben puocho et cativo alla pianura, et non vi fu neancho castagne, et la causa fu che piovette quasi sempre dalli nove di Agosto sino alli sette di Decembre che fu la festa di santo Ambrosio...", o anche in un resoconto del 1678 conservato nell'archivio parrocchiale di Calitri nell'avellinese, conservato nella locale chiesa di San Canio: "...Lonardo Antonio Margotta fu ucciso in piazza ad hore 18 per essere scommunicato fu strascinato, e sepellito dentro un casalino vicino la Gabella, l'uccisori furono Giuseppe Zavatta e don Sebastiano Giliberti suo cognato per causa che detto Lonardo Antonio andava cercando uccidere detto don Sebastiano..".
ZAVATTARI
ZAVATTARO
ZAVATTERI
ZAVATTERO
ZAVATTIERI
ZAVATTIERO
ZAVETTIERI
Zavattari, assolutamente rarissimo sembrerebbe della zona tra varesotto e novarese, Zavattaro, tipicamente piemontese sembrerebbe dell'alessandrino, Zavatteri, molto raro, sembrerebbe veronese, Zavattero parrebbe tipico del Piemonte occidentale, Zavattieri, assolutamente rarissimo, ha presenze nel reggino ed in Sicilia, in particolare nell'area catanese, siracusana, Zavattiero è tipicamente veneto del padovano, di Teolo, Vo, Rovolon e Padova, con un piccolo ceppo anche nel vicentino ad Albettone, Zavettieri è specifico del reggino, di Melito Porto Salvo, Bova Marina e Roghudi, dovrebbero tutti derivare da soprannomi genearati dal mestiere di ciabattari o calzolari, produttori di ciabatte, svolto probabilmente dai capostipiti.
ZAVERI
ZAVERINI
ZAVERIO
Zaveri è quasi unico, sembrerebbe lombardo piemontese, Zaverini, quasi unico anch'esso è del milanese, Zaverio, molto raro, è del pavese soprattutto, di Vigevano in particolare, questi cognomi derivano, direttamente o attraverso una forma ipocoristica da un'alterazione dialettale del nome mediovale latino Saverius, o anche del nome germanico Savericus.
ZAZA
ZAZA'
Zaza è tipico di Molfetta, Corato, Bari, Bitonto, Terlizzi, Trani e Barletta nel barese e delle vicine Bernalda nel materano e Genzano di Lucania nel potentino, Zazà è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi famigliari attribuiti al capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Zaza è un cognome pugliese, forma ipocoristica del personale Susanna. Fonte: P. Minervini, Diz. cogn. pugliesi, 523.
ZAZZA Zazza è specifico dell'area che comprende l'aquilano ed il romano, Carsoli nell'aquilano in particolare e nel romano Roma soprattutto e San Vito Romano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine longobardo zazza (capigliatura folta), probabilmente a sottolineare questa caratteristica nel
ZAZZARA
ZAZZARINI
ZAZZARINO
ZAZZARO
ZAZZARONI
ZAZZERI
ZAZZERO
ZAZZERONI
Zazzara è abruzzese, Zazzarini dovrebbe essere marchigiano, soprattutto dell'anconetano, di Sirolo, Ancona e Numana in particolare, Zazzarino è caratteristico di Sant'Angelo di Alife ed Alife nel casertano, Zazzaro, abbastanza raro ha un ceppo nel napoletano ed uno nel cosentino, Zazzaroni è tipico di   Castel San Pietro Terme (BO), con un piccolo ceppo a Pesaro e Urbino,  Zazzeri è tipicamente toscano della zona tra fiorentino e senese, con un ceppo anche nel livornese, Zazzero, molto molto raro, è napoletano, Zazzeroni è specifico di Urbino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da folte capigliature dei capostipiti.
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